Scuola, sindacati in piazza contro le ‘Nuove indicazioni nazionali’
Sabato in piazza San Michele il presidio di Cobas e Flc Cgil: “Linee guida nazionaliste, etnocentriche e regressive”
”Nell’ambito della Giornata di mobilitazione nazionale diffusa contro le Nuove indicazioni nazionali per la scuola abbiamo indetto – insieme ad altre associazioni – per sabato 18 ottobre, dalle 9 alle 12, in piazza San Michele un’assemblea – sit in per illustrare gli aspetti critici delle Nom e chiederne il ritiro”. Così Rino Capasso dell’esecutivo provinciale dei Cobas e Antonio Mercuri, segretario provinciale di Flc Cgil.
“La scuola pubblica non merita indicazioni nazionaliste, etnocentriche, regressive come quelle prodotte dal ministero – dicono – Qualche esempio:“ solo l’occidente conosce la storia”; “la libertà è il valore caratteristico più importante dell’occidente e della sua civiltà sin dalla sua nascita”; “personalizzare” l’insegnamento in modo che ognuno possa raggiungere risultati differenti, lasciando immutata la gerarchia sociale di partenza; centralità della famiglia, a cui andrebbe chiesto il “consenso informato” per l’educazione sessuale o per qualsiasi attività didattica eticamente rilevante nell’ottica del “servizio a domanda”; centralità dell’identità nazionale ( a parola identità è ripetuta 43 volte); l’integrazione degli stranieri (il 12% degli alunni) intesa solo come assimilazione della cultura della nazione e non come osmosi tra culture diverse. In sintesi, si tratta del pericolosissimo tentativo di imporre tramite la scuola l’egemonia politico-culturale della destra, in palese violazione del modello costituzionale di scuola pubblica, basato su libertà di insegnamento, pluralismo didattico- culturale e democrazia collegiale.”
“Non a caso il Consiglio di Stato recentemente ha sospeso il proprio parere per l’inadeguatezza del materiale, ma anche per il riferimento alla scuola dei soli cittadini e non di tutti, come prevede l’articolo 34 della Costituzione – concludono – Ci troviamo in piazza allora – insegnanti, Ata (che, se in servizio, possono usufruire del permesso per assemblea sindacale), genitori, studenti, dirigenti – per un confronto democratico, per fare contro informazione e per costruire un’alleanza allargata che possa permetterci di contrastare le Nin e l’uso politico della scuola pubblica”.


