Il dibattito
|In consiglio comunale la discussione sul fine vita: è scontro fra posizioni diverse
Si è discussa ieri (14 ottobnre) la mozione del consigliere Bianucci che chiedeva sostegno verso la legge regionale impugnata dal governo
La legge della Regione Toscana sul fine vita, entra in consiglio comunale grazie ad una mozione richiesta un anno e nove mesi fa dal consigliere Bianucci e discussa finalmente ieri (14 ottobre), in seduta.La pratica ottiene un ex aequo e secondo il regolamento comunale è respinta. Tuttavia sull’argomento molti consiglieri si sono espressi dando vita ad un dibattito molto sentito.
Nel testo della mozione del Consigliere di Sinistra con Daniele Bianucci si chiedeva il sostegno del consiglio al disegno di legge sul fine vita. Nel frattempo però la legge è stata approvata dalla Regione Toscana e non solo, è stata impugnata dal governo Meloni di fronte alla consulta per violazione della carta costituzionale. Nonostante ciò, anche altre regioni, come la Sardegna, hanno preso spunto dalla legge regionale sul fine vita Toscana per legiferare la propria.
“La mozione presentata 18 gennaio 2024 un anno e 9 mesi fa arriva finalmente in Consiglio comunale e nel frattempo la Regione ha fatto questa legge – dichiara il consigliere Bianucci -. La prontezza di questo Consiglio comunale è estremamente più lenta di un’istituzione legiferante del Consiglio regionale della Toscana. I capigruppo hanno chiesto di ritirarla perché non più attuale e io mi sono rifiutato. Uno, perché il Consiglio comunale importante perché il governo Meloni ha impugnato alla Corte Costituzionale la legge regionale e ha bisogno di essere difesa. Si sta cercando di entrare nelle decisioni di persone che oggi hanno bisogno del suicidio medicalmente assistito. Non si tratta di un obbligo è una scelta personale, fatta in piena libertà e ci sono persone che cercano di opzionare queste scelte. Questo è un primo motivo per cui mi sono opposto, per difendere questa legge. Il secondo motivo è che credo fermamente a questioni di questi principi che fanno appello all’estrema coscienza di ognuno di noi e auspico non ci siano ordini di scuderia su temi di questo tipo e che se ne possa parlare. Per cui credo possa essere utile per la città parlare di questo tema e si possa passare ad una discussione con serenità, sottolineando che questa legge non impone niente a nessuno”.
“Ci sono aspetti su cui sono d’accordo con Bianucci e altri meno – dice il consigliere di Fratelli d’Italia, Lido Fava -. Sono convinto che non sia il luogo giusto per parlare di argomenticome questo e lo dico dal 2002. L’argomento legato da sfera personale mio intervento non legato ad una linea politica. Da cattolico considero la vita sacra dal concepimento fino alla fine della vita, considero la vita un dono non proprio e mai usufruirei di una legge simile. Ma chi sono io per dire agli altri cosa fare? Un paziente ha il diritto di rifiutare ogni forma, anche percepita, di accanimento terapeutico. È chiaro che sia necessario colmare ambiti normativi. La Toscana si è dotata di questa legge sul fine vita e ci è sembrata una fuga in avanti dal motivo politico di creare un campo largo. Si tratta di questioni delicate e la Chiesa è stata poco coinvolta in questo processo. Poi c’è un problema di carattere giuridico, il testo è stato impugnato dal Governo per incostituzionalità. La Regione non è competente per il tema che riguarda la competenza esclusiva del Governo centrale e se tutti faccessero così avremmo un problema grosso”.
“Riteniamo inammissibile che un tema come il fine vita sia legiferato a livello regionale – dichiara Del Barga di Difendere Lucca -. Tuttavia il tema è più grande dei principi, in Difendere Lucca non abbiamo una visione unitaria del tema perché riguarda la sfera personale, quindi ognuno avrà libertà di voto. Personalmente, confermo le mie difficoltà di fronte a questo tema. Se da una parte sono d’accordo sul fatto che non si possa imporre a qualcuno delle cure, dall’altra sono contrario a sdoganare il principio c he qualcuno possa interrompere una vita umana. E’ estremamente pericoloso. Personalmente mi asterrà e mi auspico che il Governo possa trovare una soluzione sull’argomento”.
Massimo Fagnani consigliere in forza alla Lega e capogruppo: “Tutti i partiti in Italia lasciano i propri rappresentanti liberi di votarla in propria coscienza. Sono d’accordo sulla mozione che dice che l’autodeterminazione in ambito sanitario sono diritti fondamentali e garantiti, cosa che ho sempre sostenuto. D’alatro lato la corte costituzionali non ha sancito nuovo diritto ma ha escluso in taluni casi la punibilità e questi sono casi eccezionali. Come medico ho giurato di difendere la vita umana e prendo a pieni mani nei tre capoversi del Giuramento di Ippocrate, quindi per me il sistema sanitario è nato per salvare vite. La Corte Costituzionale ha poi sancito che non c’è obbligo per i medici di applicare il farmaco di fine vita. Mio timore è che mettendo enfasi sul diritto di morire si traformi in un dovere morale di morire”.
“Come medico so che ci troviamo spesso e volentieri di fronte a situazioni difficili – dice Alessandro Di Vito di Forza Italia -. Mi piace ricordare che è la volontà del paziente a decidere la propria diagnostica e la terapia da affrontare. Io sono dell’opinione che vorrei ci fosse un percorso all’interno delle leggi sul Dat, ovvero Disposizioni anticipate di trattamento, noto come testamento biologico, legge importantissima fondamentale con validità giuridica importante e fondamentale quando un paziente non è più capace di intendere e di volere. Si lascia un fiduciario. La mozione non trova l’appoggio di Forza Italia”.
Ilaria Vietina, Lucca è un grande noi: “Credo sia necessario superare la posizione che questi temi non debbano entrare in Consiglio comunale. Perché riguardano la vita di tutte le persone e anche quella dei cittadini e delle cittadine di Lucca. Questi sono temi importantissimi di cui parlare. Di fronte a problemi complessi si cercano espedienti per non affrontare al questione. Mi preoccupa quando si parla di atti normativi utilizzando parole come ‘morte di stato’ e ‘diritto a morire’, si fa un’operazione che è mistificante. Non è questo di cui si tratta, si tratta di definire delle procedure corrette e rigorose che valutino le condizioni di persone che richiedano un particolar intervento. Proprio perché se si procede in modo normativo non esiste rischio di procedere in maniera impropria. Bisogna superare le visioni ideologiche di destra e sinistra e considero opportuno approvare questa mozione. Quello che ha fatto la Regione Toscana è rispondere ad un dovere, di fornte ad un governo e un parlamento indadempiente”.
“Ascoltando gli interventi ho trovato spunti di riflessione profonda – dichiara il consigliere del Pd Enzo Alfarano -. Ritengo che il dibattito si sia svolto nel modo giusto per la materia delicata trattata. Ritengo che in momenti di crisi i consigli comunali debbano incarnare una certa coscienza su queste tematiche. La legge regionale a mio parere è presto per liquidarla come incostituzionale e ci vuole prudenza. Vorrei sottolineare la valenza politica di questa mozione e si manifesta nel tentativo di mettere l’individuo al centro e la sua libertà di scelta, cosa fondamentale in un paese laico. Purtroppo in molti casi non è stato così. Questa legge mette al centro il diritto di tutti di vivere dignitosamente e di scegliere in maniera consapevole. Questo è un primo passo per la tutela della persona umana”.
Voterà a favore della mozione il consigliere Luciano Panelli di Lucca 2032: “Sia perché la condivido nel merito, ma condivido anche il metodo. Ritengo che l’intervento della Regione sia stata positiva perché si mette avanti ai principi di legittimità, l’aspetto politico della legge. Chiaramente per me è un voto a titolo personale”.
Elvio Cecchini di Lucca Civile, pur avendo un approccio molto laico è contrario: “Sono convinto che certi provvedimenti devono avere origini dalla legislazione statale. Io sono contrario alle Regioni in generale e alle loro funzioni”.
Dei 25 consiglieri presenti, la mozione di Bianucci ottiene 10 voti a favore, 10 contrari, 5 astenuti e ai sensi della normativa del Regolamento comunale la pratica viene respinta.


