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Rotonda di via Salicchi, Alfarano (Pd): “Accesso agli atti conferma che l’opera è stata modificata”

Il capogruppo dem: “L’amministrazione tramite gli uffici dichiara di aver rimosso solo un cordolo, ma il testo votato in Consiglio dice altro”

Via Salicchi, le polemiche non si placano. Dopo la difesa collettiva dei capigruppo di maggioranza torna all’attacco il capogruppo Pd, Enzo Alfarano. 

“Dopo le modifiche sostanziali intervenuti sull’arcinoto incrocio Foro Boario – Salicchi, dopo un mese circa dal mio accesso agli atti che chiedeva se vi erano state modifiche del progetto e/o nuovi atti od incarichi, è arrivata la risposta dell’amministrazione comunale. Una risposta che pensa di prendere in giro chi scrive e quanti cittadini hanno richiesto spiegazioni nostro tramite, dicendo che non vi sono stati atti successivi di revisione del progetto rispetto alla ‘goccia’ che tanti problemi ha creato ai lucchesi, oggetto di tante lamentele e plurime segnalazioni, con assessori e maggioranza corsi ai ripari dichiarando di “dover attendere la fine dei lavori” per poter giudicare il lavoro ultimato”.

“Infatti, l’amministrazione dichiara, per il tramite degli uffici – dice Alfarano – di aver rimosso unicamente un cordolo, modificando come da “prassi consolidata” la configurazione planimetrica. Peccato però che il consiglio comunale, in data 26 settembre 2024, abbia approvato una variante urbanistica semplificata ex articolo 34 con allegato il disegno che si allega (e che è reperibile sul sito del Comune) della famosa ‘goccia’ tanto contestata. Ci sono voluti quasi 30 giorni per arrivare a dichiarare che nulla è cambiato se non un cordolo e che una modifica che ha inserito una rotatoria dove la stessa non era presente è “prassi consolidata”? Si è demolito un marciapiede ed inserita una rotonda non esistente nel progetto originario senza alcun atto né alcun costo aggiuntivo?”.

“Chiaro che dopo il disastro seguito agli annunci trionfali di aver risolto un problema l’amministrazione, grazie anche all’azione incisiva dei consiglieri di opposizione che hanno portato nelle sedi opportune tutte le lamentele intervenute – prosegue Alfarano – ha dovuto mettere nuovamente mano a quanto approvato nel consiglio comunale del 26 settembre 2024. È forse opportuno suggerire prudenza ai nostri governanti. Prudenza quando si decide di per esempio, presi dalla fretta, di inaugurare la prima opera autenticamente a firma di Mario Pardini, essendo tutte le altre inaugurazioni (e qui l’elenco potrebbe sbizzarrirsi a partire dal sottopasso alla stazione, passando per il Teatro Nieri di Ponte a Moriano ed oltre) figlie di finanziamenti ottenuti e lavori avviati in gran parte dall’amministrazione Tambellini, quindi in perfetta continuità. Prudenza quando, spinti da questa fretta e da un evidente fallimento nell’incidere anche su altri settori, si decide di non attendere l’apertura del Ponte sul Serchio per iniziare i lavori. Prudenza quando, sì prima di vederne gli effetti, si annuncia che l’opera sarà risolutiva“.

“Evidente, quindi, dagli atti, che quanto oggi possiamo vedere non rispecchia gli atti approvati in consiglio comunale ma interventi successivi frutto dell’errore di cui ci si è resi conto – conclude Alfarano – è opportuno ricostruire tutto l’iter amministrativo. A volte ammettere i propri errori ed il fatto di aver speso una somma consistente dei soldi dei cittadini per arrivare ad un risultato praticamente speculare a quello precedente ad ogni intervento, avrebbe il sapore di un’onestà intellettuale che questa amministrazione, evidentemente, non possiede“.