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Urbanistica, in Consiglio la variante al Piano operativo per accelerare il recupero dell’ex manifattura

5 novembre 2025 | 15:23
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Urbanistica, in Consiglio la variante al Piano operativo per accelerare il recupero dell’ex manifattura

Se venisse approvata, sarà eliminato l’obbligo del Piano attuativo e verrà introdotto al suo posto l’intervento diretto convenzionato

L’adozione della variante al Piano operativo pensata per semplificare le modalità di intervento per il recupero dell’ex manifattura tabacchi sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di Lucca, previsto per lunedì prossimo (10 novembre). Un passaggio che, una volta approvato, consentirà di accelerare i tempi senza modificare le destinazioni d’uso già approvate.

In concreto la variante, discussa questa mattina (5 novembre) in commissione urbanistica, prevede che per l’area sud dell’ex manifattura – quella non interessata dal ‘vecchio’ progetto ex Piuss – non sia più necessario lo strumento di dettaglio del Piano attuativo per intervenire: una procedura spesso lunga e complessa, che richiede approvazione da parte del consiglio comunale. Al suo posto la variante introduce l’intervento diretto convenzionato, una forma più snella di attuazione che comunque garantisce la regia pubblica sulle trasformazioni: gli interventi di restauro e rifunzionalizzazione della ex manifattura tabacchi saranno comunque approvati in conformità con le norme del Piano operativo e con i vincoli della Soprintendenza.

In sostanza, dunque, si tratta di una semplificazione dell’iter, che permette al privato di procedere con più agilità al recupero delle parti già alienate e al Comune di intervenire direttamente, anche attraverso un eventuale bando di concessione, sulla restante porzione pubblica. Un tentativo, insomma, per dare concretezza alle ipotesi di recupero e porre fine al progressivo deterioramento della struttura.

La variante, che verrà tradotta in una nuova scheda norma, non cambia i contenuti urbanistici già approvati nel 2020 con la variante al Regolamento urbanistico, ma li aggiorna al linguaggio e alla struttura del Piano operativo vigente, distinguendo le modalità attuative a seconda della proprietà (pubblica, privata o pubblica in concessione). L’obiettivo resta quello di valorizzare e riqualificare architettonicamente e funzionalmente l’intero complesso, mantenendo le funzioni compatibili con il centro storico e di interesse pubblico, ma con strumenti più efficaci.

Come noto, l’ex manifattura tabacchi è uno complessi più strategici del centro storico di Lucca. La storia amministrativa della sua riconversione inizia nel 1978, quando il Comune avviò il percorso per acquisire il compendio – completato solo nel 2003, dopo la dismissione delle attività produttive e il trasferimento dell’azienda a Mugnano. Già con il Regolamento urbanistico del 2004 la manifattura venne individuata come ‘ambito speciale’ da riqualificare, con obbligo di piano attuativo. Nel 2010, una parte del complesso entrò nell’ambizioso progetto europeo Piuss Lucca Dentro, che – in seguito a uno specifico accordo di programma con la Regione Toscana per non perdere i finanziamenti vista la dilatazione dei tempi di intervento – ha consentito di avviare i primi interventi di restauro nella zona nord, a destinazione totalmente pubblica. Un percorso tuttavia segnato dal fallimento di ben due ditte che ancora non sembra risolversi.

Nel 2016 l’amministrazione comunale approvò un masterplan complessivo, realizzato insieme alla Soprintendenza, che disegnava le possibili funzioni future del complesso: un insieme di attività culturali, servizi, spazi pubblici e iniziative private compatibili con la tutela monumentale, delineando una visione integrata di recupero urbano.

La successiva variante al Regolamento urbanistico, nella versione adottata a novembre 2019 che aggiornava la pianificazione dell’area, prevedeva lo strumento dell’intervento diretto. In seguito alle osservazioni ricevute, nel settembre 2020, la variante introdusse in fase di approvazione la necessità del Piano attuativo. Oggi la variante al Piano operativo traduce le previsioni del 2020 nel linguaggio dell’attuale strumento urbanistico, già conformato al Pit con valenza di piano paesaggistico regionale, e torna allo strumento dell’intervento diretto come nella variante adottata nel 2019, andando ancora una volta verso una pianificazione più realistica e applicabile, che tiene sì conto dei vincoli, ma anche del contesto socio-economico-amministrativo attuale e della concretezza necessaria per avviare il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex manifattura, nella ricerca non semplice di equilibrio tra tutela, interesse pubblico e iniziativa privata.

Dopo il via libera in consiglio comunale ci saranno trenta giorni per protocollare osservazioni alla variante prima della pubblicazione sul Burt.