il tema
|“Acqua pubblica sia ovunque in Toscana un principio incontrovertibile”: il saluto di Baldini (Lega) al consiglio regionale
“L’ultimo giorno di mandato non potevo che spenderlo e dedicarlo ad un tema sul quale ho dato battaglia per tre anni a Firenze e anche a Lucca”
“L’ultimo giorno di mandato da Consigliere Regionale non potevo che spenderlo e dedicarlo ad un tema sul quale ho dato battaglia per tre anni non solo in Commissione Ambiente ed in Consiglio Regionale a Firenze ma anche a Lucca ed in tanti altri comuni dove mi hanno chiamato a parlarne e che proprio in queste settimane è all’attenzione del dibattito pubblico con elementi di novità significativi: quello della riforma del sistema idrico regionale regolato dalla L.R. 69/2011 in merito alla quale ho presentato ben due proposte di legge che avevano come obiettivo quello della ripubblicizzazione dell’acqua con il ritorno agli ambiti ottimali su base provinciale e naturalmente il salvataggio di Geal a Lucca”. Si chiude così, con un pensiero all’acqua, il quinquennio in consiglio regionale di Massimiliano Baldini, eletto con la Lega.
“Lo dico perché – spiega -, se pur riscontro con molto piacere un dietrofront radicale da parte della stessa area fiorentina del Pd che parrebbe riconoscere anch’essa la necessità di accantonare proprio l’acqua da quella nefasta esperienza che va sotto il nome di Multiutility, intendo ricordare che il Consiglio Regionale, nel corso del fine mandato di questo anno, ha bocciato entrambe le proposte di legge presentate a mia prima firma mancando una grande occasione di confronto ed altresì perdendo tempo prezioso solo ed esclusivamente perché quelle stesse proposte che oggi paiono in procinto di essere rilanciate provenivano da un partito di opposizione.
Colgo l’occasione per riconoscere come le assessore Alessandra Nardini e Monia Monni, la collega Valentina Mercanti e molti esponenti del Pd e della sinistra radicale del territorio della costa, fra i quali l’ex sindaco di Capannori Luca Menesini, abbiano sin da quei tempi riconosciuto il buon lavoro che insieme ai miei colleghi del gruppo della Lega ed al nostro staff preziosissimo avevamo realizzato puntando sul principio ‘acqua bene pubblico non una merce’ votato dai cittadini attraverso il referendum del 2011 ma devo altrettanto ricordare che, malgrado questo, il consesso del consiglio regionale – probabilmente complice anche una fase più acuta determinata dall’avvicinarsi della campagna elettorale – ha certamente sottovalutato un’opportunità decisiva ed importante, compromessa anche da una serie di sindaci che si resero firmatari di un documento inutile se confrontato anche con le evoluzioni politiche e giudiziarie successive.
Purtroppo, anche nel corso del confronto fra i candidati, il centrodestra ed in particolare la Lega, pur con qualche rara eccezione, non ha saputo sfruttare un tema che sta molto a cuore ai toscani e che poteva orientare non poco il consenso, seppure comprendo che la materia sia oggettivamente molto tecnica e per addetti ai lavori, non prestandosi agli elementari slogan da ‘minculpop’ comunicativo.
Ad ogni modo, mi auguro davvero che questa battaglia arrivi in fondo, rimanendo comunque a disposizione anch’io per sostenerla e che l’acqua pubblica sia affermata ovunque in Toscana come un principio incontrovertibile, relegando ad un passato remoto il progetto di un sistema idrico fondato sulla Multiutility e sul profitto fine a se stesso che non può regolare il bene pubblico per antonomasia”.


