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Ipotesi accorpamenti, Cobas e Flc Cgil in piazza nel giorno del consiglio provinciale

Presidio in piazza Napoleone il prossimo 17 novembre. I sindacati: “A rischio posti di lavoro, dai dirigenti ai collaboratori scolastici”

Ipotesi di ulteriori tagli per gli istituti scolastici in provincia di Lucca, Cobas e Flc Cgil sulle barricate. 

I due sindacati saranno in piazza il prossimo 17 novembre alle 14 in concomitanza con il consiglio provinciale che dovrà indicare alla Regione gli istituti da accorpare. 

“Il governo di destra – dicono Rino Capasso per i Cobas e Antonio Mercuri per la Flc Cgil – continua nella politica di usare il calo demografico per tagliare gli organici e usare i risparmi (5,3 miliardi a livello nazionale) per finanziare la differenziazione retributiva tra i docenti e per ridurre la spesa pubblica per la scuola. La creazione di mega Istituti determina una perdita di posti per il personale Ata, in quanto la tabella degli organici prevede un aumento dei posti al crescere degli iscritti e dei plessi, ma in modo meno che proporzionale, in particolare a partire dai 1100 studenti. Le ipotesi prospettate nell’incontro in provincia dell’11 novembre prevedono tre accorpamenti (su 4) che vanno oltre: il liceo Carducci con il liceo Barsanti e Matteucci con 1338 studenti; lo Stagi-Don Lazzeri di Pietrasanta con il Piaggia di Viareggio con 1476 studenti; l’Ic Montecarlo con l’Ic Porcari con 1555 studenti (mentre l’Ic Bagni di Lucca con l’Ic Borgo arriverebbe a 807 alunni). In tal modo si perderebbero, in base alla simulazione dell’Usp di Lucca, 4 posti di dirigente, 4 di Dsga, 3 di assistenti amministrativi e ben 21 di collaboratori scolastici”.

“Ma in prospettiva si perderanno anche posti per i docenti, soprattutto alle superiori, perché le classi vengono formate con riferimento al totale degli iscritti indipendentemente dai diversi indirizzi presenti nella stessa istituzione – prosegue – Per cui avremo un minor numero di classi, più classi pollaio e meno docenti. Infine, avremo collegi pletorici, che diventano di fatto organi di ratifica delle decisioni del dirigente-manager. Al contrario il calo demografico dovrebbe essere l’occasione per ridurre il numero degli alunni per classe e migliorare la qualità dell’istruzione. Ma la concentrazione dei tagli in provincia di Lucca è anche l’effetto dei criteri decisi dalla Regione Toscana, in particolare quello di non accorpare più di una scuola per comune, mettendo sullo stesso piano Comuni grandi come Firenze e comuni piccoli come, per esempio, Bagni di Lucca. È evidente che perdere una scuola su una non è la stessa cosa che perderne 1 su 47. Infine, con una delibera del 29 settembre (prima delle elezioni) la Regione Toscana aveva deciso di non accorpare, ma in seguito alla minaccia di denuncia per danno erariale del Mim e conseguente taglio dei trasferimenti statali per un importo pari al risparmio garantito dai tagli, la giunta regionale il 27 ottobre (dopo le elezioni) ha deliberato l’accorpamento di 16 scuole”.

“Nel frattempo il Tar della Campania – spiegano i Cobas – ha accolto il ricorso della Regione Campania perché il governo ha calcolato i tagli sulla base dei dati previsionali demografici e non sulla base dei dati reali; infine, siamo in attesa di un nuovo pronunciamento della Corte Costituzionale sull’intera vicenda. Per cui chiediamo alla Provincia di Lucca e alla Regione Toscana di non procedere agli accorpamenti”.