La protesta
|Cobas e Flc Cgil insieme per dire no agli accorpamenti, i manifestanti portano la protesta fino a Palazzo Ducale
La provincia di Lucca è quella più colpita, 4 scuole da accorpare su 16 a livello regionale: il 25 per centi dei tagli a livello regionale
Protesta delle sigle sindacali contro l’accorpamento scolastico, dopo il taglio di de istituzioni scolastiche in provincia di Lucca nel 2023, le prospettive non sono delle migliori. La provincia di Lucca è sicuramente tra le più colpite: 4 scuole da accorpare su 16 a livello regionale, concentrando così in un’unica provincia il 25 % dei tagli a livello regionale.

“Siamo di nuovo qui, ad un anno di distanza, a protestare contro gli accorpamenti delle scuole, che ancora una volta colpiscono in maniera particolare la provincia di Lucca – ricorda Rino Capasso dei Cobas Lucca -. Su 16 istituti in Toscana il 25%, 4 solo dalla provincia di Lucca. Accorpamenti significa creare mega istituti e si tratta di una scelta molto dubbia. A livello governativo è quello di approfittare del calo demografico e di tagliare i fondi alle scuole. Mega istituti significa meno posti di lavoro, perché se è vero per esempio per il personale Ata, che mano a mano che aumentano gli scritti aumenta l’organico, ma è misura meno che il proporzionale. Soprattutto da 1100 studenti in più”.
“Delle quattro scuole sarebbero oltre 1100 – prosegue Capasso -, per cui perderemmo quattro posti di dirigente, quattro di Dsga, quattro di assistenti amministrativi e ben ventuno di collaboratori scolastici. Ma in prospettiva anche per i docenti, perché soprattutto alle superiori il numero delle classi si fa con riferimento a tutti gli scritti dell’istituzione, indipendentemente dagli indirizzi. Quindi ci saranno meno classi, meno docenti e collegi docenti pletorici”.

“A questo si aggiungono i criteri scelti alla Regione Toscana, in particolare quello di dire massimo una scuola per Comune, senza differenziare tra comuni come Firenze e comuni per esempio come Bagni di Lucca. Un altro conto è una scuola su 47, è evidente che c’è dietro una scelta politica. Per cui chiediamo a Provincia e Regione di bloccare il procedimento, tenendo presente, che c’è un ricorso vinto al Tar della regione Campania che ha sancito il fatto che, il numero degli istituti non deve dipendere dalle previsioni demografiche, ma dai dati reali attualmente esistenti e c’è poi tutta la questione di un ricorso alla Corte Costituzionale. Quindi la nostra richiesta è di non fare accorpamenti, di non fare ipotesi anche da parte della Provincia”.

Gli fa eco Antonio Mercuri segretario generale Flc Cgil: “Gli accorpamenti sono tutti ingiusti, la Provincia di Lucca ha già pagato un peso altissimo anni fa. Oggi si viene a riproporre altri quattri accorpamenti, sui sedici previsti dalla regione Toscana. Perciò noi diciamo di no agli accorpamenti e diciamo di sì all’ampiamento dell’offerta formativa, all’ampiamento della scuola, più presidi, più democrazia”.
Una delegazione salirà a Palazzo Ducale per ribadire ciò che è stato detto loro dai lavoratori, no agli accorpamenti e no alle indicazioni di quale istituto è da accorpare e verso quale istituto accorparlo. I manifestanti sono entrati all’interno di Palazzo Ducale gridando i propri slogan di protesta prima dell’inizio del consiglio provinciale.


