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Consiglio provinciale, ok alla delibera sugli accorpamenti: “Un atto dovuto”. Ma una mozione ‘mitiga’ la scelta

Lungo dibattito dopo l’intervento dei sindacati e di un professore del don Lazzeri Stagi: “Una decisione sofferta su criteri sbagliati”

Alla fine il consiglio provinciale, fra chiarimenti e distinguo ha votato la delibera sul dimensionamento scolastico.

La prospettiva, dunque, è quella dell’accorpamento del liceo classico Carducci di Viareggio con il Barsanti e Matteucci, del comprensivo di Montecarlo con quello di Porcari, dell’istituto Don Lazzeri Stagi con il Piaggia di Viareggio e il comprensivo di Bagni di Lucca con Borgo a Mozzano.

Nel giorno del presidio dei sindacati Cobas e Flc Cgil e della protesta degli studenti del Don Lazzeri Stagi la delibera è arrivata in consiglio provinciale dove si è cercato, in qualche modo, di mandare un segnale alla Regione, nell’impossibilità di schierarsi contro la richiesta di Firenze in cui si minacciava l’esercizio di un potere sostitutivo in assenza di decisioni da Palazzo Ducale.

La ‘soluzione’, dopo gli interventi in aula dei rappresentanti sindacali Rino Capasso e Antonio Mercuri e del professor Tomei del Lazzeri Stagi, che hanno chiesto in coro di sospendere il giudizio e di rimandare al mittente la decisione, penalizzante nei confronti della provincia di Lucca, che sostanzialmente si sobbarcherà un terzo degli accorpamenti previsti nell’intero territorio regionale, sta in un emendamento alla delibera che dà il via libera al dimensionamento e in una mozione a latere.

Nell’emendamento, sostanzialmente, si indicano alla Regione, nel caso in cui andasse a buon fine il ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro la richiesta arrivata dal ministero dell’istruzione e del merito, qual è l’ordine di preferenza di realtà da salvaguardare dall’accorpamento. Anche qui, dopo un dibattito fra maggioranza e opposizione, arriva una soluzione di compromesso. Se al primo posto assoluto della graduatoria delle realtà da non accorpare ci sono il liceo classico Carducci, davanti al comprensivo di Montecarlo, al Don Lazzeri Stagi di Pietrasanta e al comprensivo di Bagni di Lucca, per gli istituti superiori, di diretta competenza della Provincia, l’ordine viene invertito e viene indicata la preferenza per il non accorpamento del Don Lazzeri Stagi, davanti al liceo classico Carducci.

A latere anche una mozione illustrata dal presidente della Provincia, Marcello Pierucci. Un testo che vale come interpretazione autentica dell’atto votato “con sofferenza” e criticando i criteri scelti dalla Regione, dai consiglieri provinciali di maggioranza e dal consigliere Armando Pasquinelli della Lega, con l’astensione della consigliera di Fratelli d’Italia Mara Nicodemo.

Nella mozione, che ha ricevuto anche il voto favorevole di Antonio Tognini, consigliere della Lega di Pietrasanta, si specifica come la scelta sia “un atto dovuto al solo ed esclusivo fine di evitare la preannunciata iptesi di commissariamento da parte della Regione Toscana”. Nella mozione il consiglio provinciale impegna il presidente ad attivarsi a livello nazionale anche con il coinvolgimento di Upi Toscana per la modifica della normativa nazionale in materia di accorpamenti e per un impegno del governo ad un’analisi approfondita del tema anche alla luce dei dati sulla denatalità illustrati a Palazzo Ducale nella primavera scorsa; ad attivarsi verso la Regione Toscana per sospendere o ridurre gli accorpamenti previsti quest’anno alla luce delle peculiarità delle scuole coinvolte, istituti che hanno goduto di grossi investimento da parte della Provincia; ad attivarsi verso la Regione Toscana perché per gli accorpamenti futuri adotti disposizioni che tengano conto di quelle province che già hanno contributo significativamente negli anni passati, salvaguardando la dotazione delle autonomie presenti ed inoltre rivedendo il criterio di non effettuare più di un accorpamento per Comune ed inserendone uno di non più di due accorpamenti per provincia in modo da distribuire equamente i carichi riorganizzativi tra tutti gli enti; ad attivare l’avvocatura provinciale per costituirsi ad adiuvandum rispetto al ricorso della Regione Toscana al Presidente della Repubblica sul procedimento di dimensionamento ad attivarsi presso gli ufficio regionali dell’ufficio scolastico Regionale perché nell’assegnazione dell’organico di fatto sia tenuto conto che la Provincia di Lucca ha contributo per il 30 per cento di tutta la Toscana agli accorpamenti nell’ultimo triennio; ad attivarsi presso i competenti uffici della Provincia perché sia mantenuto intatto il servizio di trasporto pubblico locale da e verso le scuole oggetto di accorpamento; ad attivarsi con le scuole oggetto di accorpamento per il mantenimento presso le loro sedi delle segreterie e degli uffici amministrativi in modo da non creare disagio all’utenza”.

Diverse e variegate le posizioni dei consiglieri in aula. Tutti hanno sottolineato l’incongruità di una norma che salvaguarda in particolare le scuole dei grandi centri, laddove impedisce più di un accorpamento per Comune. E se da un lato il consigliere provinciale Luca Menesini ha sottolineato il fatto che tutto deriva dal governo, che ha chiesto alle Regioni di provvedere all’accorpamento con la minaccia di un possibile danno erariale qualora non si fosse provveduto, il suo collega di partito, il sindaco Patrizio Andreuccetti ha sottolineato l’incongruità del penalizzare con questi provvedimenti le aree interne, proprio le stesse che si afferma di voler valorizzare. Così come la mancata tutela degli investimenti del Pnrr che sono in corso e che potrebbero andare ad incidere in plessi che rischiano in futuro di essere dismessi. Tutti, così come si legge in mozione, hanno sottolineato il fatto, inoltre, che gli accorpamenti andrebbero affiancati da un investimento in strutture, laboratori e personale, per gestire realtà più grandi.

L’opposizione vota, sull’argomento, in ordine sparso. Pasquinelli vota sì a delibera, mozione ed emendamento, ricordando la difficoltà in capo al presidente, Marcello Pierucci, di dover fare in qualche modo da notaio certificatore di qualcosa deciso altrove. Il tema, semmai, è quello della progressiva perdita di rappresentatività di un ente, come quello provinciale, che un tempo era la naturale camera di compensazione delle aspettative territoriali confliggenti e a cui sono rimasti poteri del tutto residuali. Si astiene, non volendo condividere la scelta di accorpamenti così consitenti, la consigliera di Fratelli d’Italia, Mara Nicodemo. Non condivide, invece, soprattutto la scelta legata al don Lazzeri Stagi e in generale l’impianto della delibera il consigliere Tognini della Lega di Pietrasanta. Voto contrario anche di David Saisi, sindaco di Gallicano e di Chiara Consani, in rappresentanza dei civici di Viareggio, che ha sottolineato proprio l’accanimento nei confronti della Perla del Tirreno che, secondo Consani anche contro le regole regionali, vivrebbe ben due accorpamenti invece dell’unico consentito.

Una questione che, però, non finisce qui. Si attende, infatti, l’esito del ricorso regionale per capire cosa cambierà sui territori. In particolare per il fatto che i dati su cui si sono basate le decisioni non rappresenterebbero affatto la realtà delle iscrizioni dei diversi istituti,

Solo dopo potrebbe iniziare anche un’altra battaglia, quella per la salvaguardia dei posti di lavoro che, a detta dei sindacati, sarebbero a rischio per l’accorpamento.