Il dibattito
|Dibattito sul programma del Giani-bis, Fantozzi (Fdi): “L’alta astensione ci impegna tutti a interrogarci”
Il consigliere di opposizione: “Democrazia da praticare non solo da teorizzare”. Puppa (Pd): “Bene il modello della Toscana diffusa”
Anche i consiglieri regionali Vittorio Fantozzi e Mario Puppa sono intervenuto in aula nel dibattito sul programma di mandato delle giunta Giani-bis.
Critico il consigliere di Fratelli d’Italia: “Il propellente finale per arrivare ad attuare molte delle cose sostanziali contenute all’interno del programma è la struttura, la burocrazia – ha detto – Tanto di quello che c’è nel programma si realizza se c’è competitività, non solo nel sistema economico e produttivo toscana, ma se c’è una macchina operativa capace di tradurre le risposte che possono essere quelle del singolo cittadino o di aziende o altri comparti”. Fantozzi si è poi domandato: “Ci chiediamo come facciamo a dare risposte che fuori da quest’aula sono richieste dalla parte maggioritaria dei toscani che non hanno votato”, “il 52% dei toscani non si è voluto recare alle urne e questo è un elemento che ci impegna tutti, sia nei banchi di maggioranza che delle opposizioni, se la democrazia non si vuole solo teorizzare ma anche praticare”.
Nel corso del dibattito Mario Puppa (Pd) ha invece parlato di un “programma di governo approfondito nella dimensione, che si completerà nel dettaglio durante il mandato”; e facendo il confronto con la scorsa legislatura, iniziata in piena emergenza Covid e interessata da altri fenomeni emergenziali come le alluvioni, il consigliere si è soffermato sulla crescita del Pil toscano, per sottolineare che le politiche attuate hanno funzionato “attraverso un sentimento che tende ad eliminare le disuguaglianze territoriali, grazie essenzialmente ad una legge come quella sulla Toscana diffusa, per luoghi e territori che producono Pil ed hanno la stessa dignità delle altre aree territoriali”. Ed è proprio in quella Toscana diffusa, come sottolineato da Puppa, che la sanità incrocia questo modus operandi facendo delle Case di comunità dei punti di riferimento per i cittadini, cui va garantito un sistema pubblico, universale e solidaristico. Il consigliere, dopo aver fatto riferimento ai diversi temi, ha concluso auspicando di collaborare tutti insieme, per una “legislatura concorde e costruttiva”.


