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Querelle Pierucci-Del Ghingaro, il presidente della Provincia: “Vediamoci, decida lui quando e i temi”

Lettera aperta del numero uno di Palazzo Ducale dopo lo scontro sugli accorpamenti: “Vengono prima i cittadini, poi tutto il resto”

Questione accorpamenti delle scuole, il presidente della Provincia Marcello Pierucci invia una lettera aperta il cui principale destinatario è il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro.

“Il sindaco di Viareggio – esordisce – ha deciso di utilizzare la questione degli accorpamenti scolastici per fare quello che sa fare meglio: guadagnarsi spazio sui media per cercare facile visibilità, senza badare né preoccuparsi minimamente se questo modo di far politica avvicini le soluzioni o le allontani, se questo stile aiuti a trovare le soluzioni oppure complichi i problemi. Chiunque ha responsabilità istituzionali, che sia sindaco o presidente della Provincia, amministratore locale o membro del governo nazionale,dovrebbe sempre mettere da parte le proprie simpatie o antipatie politiche, le incomprensioni e i rancori personali, e far prevalere l’interesse della comunità”.

“Devo prendere amaramente atto che l’attuale sindaco di Viareggio – che si nega alle telefonate, che non partecipa mai alle assemblee dei sindaci della Provincia (che deliberano con la partecipazione di tutti i colleghi, di ogni provenienza geografica e colore politico, ma regolarmente senza la presenza del Comune di Viareggio), che si rifiuta di presenziare non solo alle riunioni di lavoro che prevedono la presenza della Provincia, ma anche a qualsivoglia evento o manifestazione nel quale è presente il sottoscrittoha scelto di fare esattamente il contrario. Vorrei cogliere l’occasione per rinnovare ancora una volta l’appello che gli ho già rivolto varie volte. Purtroppo solo attraverso questi canali, dato che devo riscontrare come da molto tempo, con mio grande rammarico, ha accuratamente evitato ogni contatto diretto (anche, per un periodo, bloccando il mio numero di cellulare, impedendomi di telefonargli). Sediamoci attorno ad un tavolo, di persona e senza intermediari, e discutiamo di tutto quanto: dalle questioni che riguardano i nostri due Comuni, Camaiore e Viareggio, a quelle della Provincia. Io sono pronto a trovare le soluzioni e a lavorare con lui nell’interesse dei nostri cittadini.

”Sì, anche sulla questione accorpamenti – precisa – Io, come presidente della Provincia, ho deciso di utilizzare tutti gli strumenti istituzionali e giudiziari a mia disposizione per continuare la battaglia contro questi accorpamenti ingiusti e scellerati. Da quanto leggo e mi sembra di capire, lui avrebbe preferito far saltare il tavolo entrando in guerra con la Regione Toscana che, pur avendo emanato criteri che non ci piacciono, è, ad oggi, l’unico ente che può fermare questa scelta governativa che non condividiamo e che vogliamo contrastare con forza e ad ogni livello.
Ognuno ha il suo stile, è vero. Io penso che perseguire l’isolamento politico ed istituzionale, con la strategia del “molti nemici, molto onore”, può servire a strappare qualche applauso ma, quasi sempre, finisce per danneggiare la collettività che si rappresenta. E forse, visti i pregressi, dovrebbe essersene convinto anche lui. Sarò forse all’antica, ma a me, invece, piace comportarmi da persona seria, sempre, anche quando gli interlocutori non vanno a genio e soprattutto se il tema sul tavolo è così tanto delicato. E quindi, pur con sofferenza, insieme ai consiglieri provinciali – tutti quelli di maggioranza e anche qualcuno dell’opposizione che ha sostenuto questa linea (o, astenendosi, ci ha comunque dato un’apertura di credito) – abbiamo scelto di giocare questa partita con le regole che ci sono, senza fare saltare il tavolo. Regole che, è bene ripeterlo, non ci piacciono per nulla, ma che qualcun altro ha stabilito e con cui dobbiamo fare forzatamente i conti”.

“E così, se la Regione Toscana – e la Provincia di Lucca che si è costituita – dovesse vincere il ricorso contro il governo, si eviteranno 3 dei 4 accorpamenti previsti per la Provincia (tra cui i due che riguardano la Versilia). E se questo avverrà, sarà anche grazie alla fatica di coloro che, in queste settimane, anziché alzarsi e andarsene sbattendo la porta, sono rimasti al lavoro e, rimboccandosi le maniche e cercando soluzioni anche quando sembrava che non ce ne fossero, hanno accettato di assumersi una responsabilità tanto scomoda quanto necessaria. Questo è il mio modo di far politica. Chiunque può naturalmente criticarlo, censurarlo e deriderlo. Può farlo ovviamente anche il sindaco di Viareggio finché resta tale. E potrà continuare a farlo da privato cittadino fra qualche mese”.

“Ma fino a quel momento, proprio perché rappresenta una comunità di 70mila persone che hanno il diritto ed il dovere di essere rappresentate nelle istituzioni – e non solo sui suoi social o sui giornali -, venga a farlo nelle sedi istituzionali preposte. Oppure mi conceda uno spazio nella sua agenda per un incontro su quello che vuole lui, quando vuole lui e dove vuole lui.Io ci sono. In qualsiasi momento. Perché, quando si rappresentano le istituzioni, prima vengono i cittadini, e poi tutto il resto”.