la chiusura del caso
|Accuse di ‘mafiosità’ sui social, Lucca è un grande noi fa marcia indietro: “Ci scusiamo col sindaco”
Il presidente ammette l’inappropriatezza del linguaggio e rimuove il post scritto a commento della presenza di un assessore a un evento partecipato in video dal latitante Andrea Palmeri
La polemica nata nell’estate 2024 attorno a un post pubblicato da Lucca è un grande noi si chiude con una dichiarazione ufficiale di scuse. Il presidente, Domenico Raimondi, attraverso la diffusione di un testo formale su Facebook, ha riconosciuto pubblicamente l’errore e ha chiesto scusa al sindaco Mario Pardini e all’amministrazione comunale, dissociandosi dalle espressioni usate in Consiglio dal consigliere di Sinistra Civica Ecologista, Daniele Bianucci.
La vicenda era iniziata il 2 agosto 2024, quando, in seguito alle tensioni politiche esplose dopo il consiglio comunale del 29 luglio, Lucca è un grande noi aveva pubblicato un post sui propri canali social commentando il video con cui il sindaco aveva replicato alle accuse ricevute da un consigliere di opposizione. Nel testo compariva l’espressione “mafiosità di comportamento”, riferimento che aveva suscitato reazioni aspre e immediate.
Raimondi, nella nota diffusa a chiusura del caso, riconosce senza esitazioni l’inappropriatezza di quel linguaggio. “La parola mafia — scrive — è stata usata a sproposito“. E aggiunge che, pur essendo il post riferito “alla presenza di un assessore comunale a un evento al quale partecipava, in video, un condannato per delitti caratterizzati da particolare gravità e rilevanza, tuttora latitante all’estero (Andrea Palmeri, ndr)”, le parole scelte “non erano pertinenti“.
Raimondi chiarisce anche l’ambiguità che aveva alimentato ulteriori polemiche: “Ribadisco, pertanto, che il termine mafia è stato evocato a sproposito e che, là dove il prosieguo del post può apparire contraddittorio rispetto alla premessa, non era questo l’intento, pur polemico, dell’esponente e dell’associazione che rappresenta”.
La parte conclusiva della dichiarazione contiene le scuse formali rivolte al primo cittadino e alla giunta: “Desidero, quindi, scusarmi con il dottor Mario Pardini e con l’amministrazione comunale per quanto scritto nel post sopra indicato, in quanto, nonostante il detto riferimento, l’operato degli stessi mai ha avuto a che fare con il fenomeno mafioso, né ha mai manifestato alcuna ‘mafiosità’ dell’agire, nei termini di atteggiamento omertoso, reticente, minimizzante o evasivo, tantomeno arrogante o strafottente a fronte delle istanze di legalità e senso civico”.
Raimondi informa inoltre di aver provveduto alla rimozione del post dalla pagina Facebook dell’associazione, chiudendo così la controversia.


