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Accorpamenti scuole, Upi e Ali plaudono alla sospensione decisa dalla Toscana

L’unione delle Province: “Il piano di dimensionamenti richiesto dal governo nazionale indebolirebbe un presidio fondamentale”

Bene ha fatto la Regione a sospendere gli accorpamenti delle scuole, aprendo di fatto l’opportunità per ripensare tutto il piano, che penalizza gravemente la Toscana e non tiene conto delle reali condizioni dei territori”. A dirlo è Francesco Limatola, presidente di Upi Toscana, intervenendo dopo la decisione della Regione di sospendere gli accorpamenti scolastici in attesa dell’esito del ricorso al presidente della Repubblica contro il piano del governo.

Il piano di dimensionamenti richiesto dal governo nazionaleindebolirebbe un presidio fondamentale come la scuola in molte aree che hanno già perso troppi servizi. Il calo demografico non può diventare il pretesto per una scelta così penalizzante: al contrario – spiega Limatola –  sarebbe il momento di investire sulla scuola, liberando risorse per eliminare le classi pollaio e garantire servizi aggiuntivi come il tempo pieno nella Toscana diffusa, perché solo così si contrastano davvero lo spopolamento e l’abbandono dei territori”.

Per questo chiediamo al ministro Valditara di ascoltare le preoccupazioni di Comuni e comunità scolastiche – continua il presidente di Upi Toscana – rivedendo norme che rischiano di compromettere la tenuta della scuola pubblica nelle aree interne della nostra regione”.

“Per lo stesso motivo – conclude Limatola – rivolgo un appello ai parlamentari toscani, in particolare della maggioranza: fate sentire la vostra voce in difesa delle scuole e degli studenti toscani. Qui non c’è differenza politica o partitica che tenga: il silenzio di fronte all’impoverimento del mondo scolastico non è un’opzione, soprattutto per chi rappresenta territori che da anni combattono per non perdere servizi essenziali”.

“La sospensione degli accorpamenti scolastici decisa dalla Regione è un atto di responsabilità istituzionale e sociale. Ora chiediamo al Governo di rivedere questa politica che tratta le comunità come numeri da mettere in ordine su un foglio Excel”. Fa eco Andrea Marrucci, presidente di Ali Toscana – Autonomie locali italiane e sindaco di San Gimignano, commentando la decisione della Regione di sospendere gli accorpamenti scolastici in attesa dell’esito del ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro il decreto interministeriale 124/2025.

Questi accorpamenti colpiscono soprattutto le aree interne e periferiche, allargando ancora, se possibile, il divario che già esiste rispetto ai centri urbani – spiega Marrucci –. Peraltro la popolazione scolastica toscana è più alta di quella stimata dal ministero, a conferma del fatto che i numeri su cui si basa il taglio delle autonomie non rispecchiano la realtà”.

“Bisogna poi ricordare che sugli accorpamenti scolastici la Toscana ha già dato, perché negli anni ha portato avanti un percorso serio di dimensionamento, anche attraverso la creazione di istituti comprensivi e una riorganizzazione equilibrata della rete scolastica”, sottolinea il presidente di Ali Toscana.

Adesso la palla torna al governo: si fermi, ascolti i territori e – conclude Marrucci – abbandoni questa idea che le scuole sono composte da numeri e non da persone in carne e ossa”.