La posizione
|Gestore regionale interamente pubblico, Salviamo la nostra acqua: “Sarà in mano alla sola Firenze”
Il comitato: “Bisogna continuare a lottare per conservare il diritto di affidare il servizio idrico ad una Geal 2.0,”
“Acqua pubblica sì, ma dei cittadini”. Sulla decisione dell’Ait, interviene il gruppo ‘Salviamo la Nostra Acqua’-
“È notizia di questi giorni che l’assemblea dell’Autorità idrica toscana (Ait), ha revocato la scelta, precedentemente assunta, di affidare il servizio idrico ad una nuova società mista pubblico-privato, optando per la costituzione di un nuovo gestore regionale interamente pubblico.
Si badi bene: questo non vuol dire che è venuto meno il progetto di far confluire tutti gli attuali gestori idrici (compresa Gaia, Acque, eccetera) in un unico gestore idrico regionale, lontano dai territori e dal controllo effettivo dei singoli comuni, ma significa semplicemente che questo nuovo gestore, la cosiddetta multiutility, si farà, ma avrà partecipazione interamente pubblica, in pratica cadrà sotto il controllo di Firenze e dei fiorentini, gli altri Comuni conteranno ben poco”.
“Con il pericolo – dicono da Salviamo la nostra acqua – che i singoli Comuni vengano spossessati della capacità di decidere effettivamente quali investimenti effettuare sul proprio territorio e quali tariffe praticare ai propri utenti. Non si cada nella trappola: la multiutility, intesa come gestore lontano dai territori e non soggetto ad un effettivo controllo da parte dei comuni, resta tale anche se tutta pubblica. D’altronde, l’articolo 18 della legge regionale n. 69/2011, continua a tutt’oggi a prevedere che “alla scadenza delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, il servizio idrico è affidato ad un unico soggetto gestore”, progetto voluto da quell’ente inutile che è la regione, bravissima a creare inefficienti carrozzoni pieni di politici trombati. In altri e più semplici termini, la decisione dell’assemblea dell’Ait non cambia in alcun modo la situazione: il pericolo che i Comuni vengano spossessati della capacità di decidere effettivamente quali investimenti effettuare sul proprio territorio e quali tariffe praticare ai propri utenti resta reale”.
“Come abbiamo sempre detto, per sfuggire da questo scenario, la legge (articolo 147, comma 2-bis lettera b) decreto legislativo 152/2006) continua a prevede una sola via: la salvaguardia delle gestioni comunali autonome eventualmente esistenti, e cioè la via intrapresa dal Comune di Lucca e oggetto di contenzioso in attesa di definizione. Solo quando Lucca vincerà questa grande battaglia, potrà conservare il diritto di affidare il servizio idrico ad una Geal 2.0, interamente pubblica, interamente comunale, interamente di tutti noi lucchesi. Il Comune di Lucca vada avanti e si prepari al grande dono che potrà fare ai suoi cittadini la Geal 2.0”.


