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|Acqua con odore acre di gas ad Antraccoli: Barsella e Bianucci scrivono a Pardini
Dopo l’assemblea pubblica, sollecitate indagini ambientali immediate a tutela della salute
“Come ci hanno richiesto le cittadine e i cittadini di Antraccoli durante la partecipata assemblea pubblica sulla problematica dell’acqua maleodorante, molto simile all’odore di gas, che sgorga da numerosi rubinetti del quartiere, abbiamo protocollato una lettera rivolta al sindaco di Lucca affinché il primo cittadino, in quanto garante della salute pubblica locale ai sensi del decreto legislatico 267/2000 e dello statuto comunale, si attivi perché Arpat svolga tutte le indagini ambientali necessarie per individuare le cause del fenomeno e i risultati siano immediatamente condivisi con la popolazione. Non è più tollerabile, infatti, una situazione che da settimane crea preoccupazione e patema d’anima a numerose famiglie”.
Sono i consiglieri comunali Marco Barsella (Lucca civica, Volt, Lucca è popolare) e Daniele Bianucci (Avs) ad attivarsi sulla questione dell’acqua che, ad Antraccoli, ormai da settimane, secondo le segnalazioni ricevute dai consiglieri, odora acremente di gas. I due hanno protocollato una missiva urgente rivolta a Pardini: “Nonostante le ripetute segnalazioni – dicono – risulta infatti che Arpat non abbia ancora attivato i campionamenti per individuare le cause del fenomeno”.
“Abbiamo partecipato all’assemblea autoconvocata dai cittadini di Antraccoli in merito al ben noto tema dell’acqua maleodorante che sgorga da numerosi rubinetti del quartiere – scrivono Barsella e Bianucci nella lettera rivolta al primo cittadino – e, nonostante le numerose segnalazioni rivolte dalle cittadine e dai cittadini all’amministrazione comunale, una missiva degli uffici comunali rivolta a una persona del quartiere indica che, a martedì scorso (16 dicembre), l’Arpat non si era ancora attivata per effettuare le indagini richieste e le indagini di campionamento che la situazione richiede. D’accordo con le cittadine e i cittadini presenti all’assemblea, siamo quindi a scriverle per sollecitarla – in quanto garante della salute pubblica locale ai sensi del decreto legislatico 267/2000 e dello statuto comunale – affinché si attivi per assicurare che le indagini ambientali necessarie siano realizzate urgentemente e che i risultati siano immediatamente condivisi con la popolazione”.
“C’è da sottolineare infatti – proseguono Barsella e Bianucci – che ormai da settimane numerose famiglie vivono una situazione di patema d’animo, a causa di una problematica di cui ad oggi non sono chiare le cause. La condizione riguarda, naturalmente, pure numerosi minori. Durante l’assemblea, ci è stato condiviso che le persone temono che nella zona si sia verificato uno sversamento di materiale nocivo; inoltre, le stesse ci hanno raccontato che in molti casi, in via cautelativa, le famiglie coinvolte utilizzano taniche esterne non solo per la fornitura di acqua potabile, ma pure per l’acqua necessaria per l’igiene quotidiana. Tale circostanza risulta non più tollerabile, tanto più a ridosso delle ormai imminenti festività natalizie. Pertanto, siamo a sollecitare un suo pronto intervento, affinché Arpat svolga nell’immediatezza tutte le indagini necessarie per individuare le cause del fenomeno e per riportare serenità tra le persone”.


