Il dibattito
|Pfas nell’acqua di falda a San Filippo, il Forum Acqua Pubblica e Si-Cura torna all’attacco
Secondo l’Arpat si sarebbe di fronte a una situazione ‘probabilmente a rischio’, l’associazione chiede rassicurazioni da Comune, Regione e Asl
Pfas nelle acque potabili a San Filippo a Lucca, il Forum Acqua Pubblica e Si-Cura scrive al sindaco, agli assessori regionali all’ambiente e alla sanità, alle direzioni Arpat e Asl.
“Riteniamo – dicono dall’associazione – tale passo indispensabile alla luce delle nuove normative in vigore, affinché per competenza e responsabilità istituzionali i destinatari possano assumere le necessarie iniziative”.
“Con la presente – sicrivono – desideriamo portare alla vostra cortese attenzione una questione delicata riguardante la qualità delle acque destinate all’uso umano, provenienti dalla falda idrica superficiale situata in località San Filippo, nel Comune di Lucca. Tali acque, immesse nella rete acquedottistica previa filtrazione da parte del gestore locale del servizio idrico, risultano interessate da problematiche legate alla presenza di varie sostanze inquinanti. In particolare, è stata segnalata la presenza di acidi appartenenti alla famiglia dei Pfas, come rilevato dall’agenzia regionale Arpat il 3 marzo 2024, con una concentrazione complessiva di 107,8 ng/l, somma delle sei sostanze analizzate. Successive analisi condotte e pubblicate dall’associazione Greenpeace tra luglio e ottobre 2024 hanno evidenziato valori di 54,2 ng/l e 22,7 ng/l nelle acque estratte, trattate e successivamente distribuite. In aggiunta, chi scrive ha commissionato un ulteriore campionamento l’1 dicembre 2025, sottoponendolo ad analisi presso un laboratorio certificato. I risultati hanno mostrato una concentrazione di 25,1 ng/l, sempre come somma delle stesse sei sostanze precedentemente analizzate, oltre alla rilevazione di acido perfluorometansulfonico (Pfms) per 4,4 ng/l, non incluso nella sommatoria, e di acido trifluoroacetico (Tfa) con un valore pari a 117,2 ng/l. Tali parametri aggiuntivi sono attualmente oggetto di dibattito scientifico e non ancora regolamentati dalle normative vigenti. Negli ultimi due anni, la questione ha suscitato un ampio dibattito pubblico nella città di Lucca, con dichiarazioni rassicuranti da parte del gestore del servizio idrico e del Comune. Tuttavia, non sono stati forniti dati ufficiali relativi alle analisi di controllo qualità delle acque immesse in rete dal campo pozzi in relazione alla presenza di Pfas“.
“Ci rivolgiamo a voi in data odierna anche perché il governo italiano ha adottato le nuove regole europee sui Pfas ammessi nell’acqua potabile. Queste regole stabiliscono un limite massimo di 100 nanogrammi per litro per la quantità totale di Pfas nell’acqua potabile e un limite ancora più basso di 20 nanogrammi per litro per la somma di 4 sostanze tra le 6 controllate. Da quanto sappiamo questa sostanza è presente in quantità significative tra le 6 monitorate, ma non rientrerebbe nel calcolo delle 4 sostanze per il limite di 20 nanogrammi per litro consentito. Arpat, però, ritiene che la sua presenza renda l’acqua di quella falda ‘probabilmente a rischio’. Considerando tutto ciò, vi chiediamo di rassicurarci sulla reale sicurezza di queste acque, dato che la legge italiana che recepisce le regole europee, cui facciamo riferimento è entrata in vigore il 18 luglio scorso”.
“Ci chiediamo anche se, in questa situazione particolare, non sia necessario agire con estrema cautela, interrompendo la fornitura di acqua per uso umano proveniente dalla falda e avviando subito progetti e lavori per proteggere gli impianti”, concludono.
I firmatari sono Eugenio Baroni, Daniele Bianucci, Virgilio Bertini, Maurizio Fatarella, Franco Galeotti, Mirco Lombardi, Marinella Manfrotto, Tommaso Panigada, Enrico Santambrogio, Giulio Strambi, Cristina Tronchetti e Ugo Venturini.


