L'intervento
|Attacco Usa al Venezuela, Del Debbio (Pd) a Scannerini: “Non si può prescindere dal diritto internazionale”
Il consigliere dem: “Gli organismi creati dopo la Seconda guerra mondiale vanno rilanciati e rafforzati e non annichiliti”
Presidio a Lucca sull’attacco Usa in Venezuela, alle parole di Scannerini di Forza Italia replica Michele Del Debbio, consigliere Pd di Capannori.
“Spiace leggere i commenti di condanna del consigliere Scannerini sul presidio svoltosi a Lucca nel pomeriggio del 5 gennaio – dice – Niente di illegittimo sia ben chiaro. Ognuno ha fortunatamente in Italia la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, cosa che in Venezuela non era consentito fare. Neanche niente di sorprendente visto che il segretario nazionale di Forza Italia, (partito di cui fa parte Scannerini), nonché ministro degli esteri oltreché vicepresidente del consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Antonio Tajani ha candidamente sostenuto che il diritto internazionale vale fino a un certo punto”.
“Ecco, appunto, chi decide quale è il punto? Chi decide quale è il limite? – dice Del Debbio – Ognuno è libero di valutarlo in autonomia oppure ci dovrebbero essere organismo terzi, collegiali, internazionali che con la nobile arma della diplomazia cerchino di dirimere le dispute internazionali in modo il più possibile pacifico lasciando l’opzione militare come ultima ratio possibile? Niente mi avvicina e niente condivido di Maduro e del governo venezuelano di cui era a capo. Una stagione brutta per il Venezuela dettata da brogli elettorali, persecuzione di dissidenti, cattura ed incarcerazione per centinaia di giorni di persone senza emettere uno stralcio di motivazione. Come nel caso del nostro Alberto Trentini tanto per citarne uno. Quindi viva il popolo venezuelano, viva la libertà, basta ad ogni tipo di regime autoritario, libertà per Alberto e per chiunque sia detenuto ingiustamente in qualsiasi angolo del mondo”.
“Una volta detto, sottolineato ed evidenziato questo, invito il buon Scannerini a fare un passaggio ulteriore A meno che non pensi veramente che l’attacco Usa abbia avuto il solo scopo di dare la libertà al popolo venezuelano, un po’ come avvenne in Cile negli anni settanta. Ed anche se appartiene ad una forza politica che anni fa credette e sostenne la versione che Ruby Rubacuori fosse la nipotina di Mubarak, sono sicuro, conoscendolo, che sappia benissimo che non sia questo il motivo princiopale. Una volta gioito per la destituzione di questo governo, lo invito però a riflettere su una serie di aspetti che ritengo fondamentali per evitare di cadere nel baratro definitivo della terza (ed ultima) guerra mondiale. Alla fine del secondo conflitto mondiale fu chiaramente detto “mai più!”. I governi del mondo decisero di darsi delle regole per evitare di ricadere nel baratro e nella tragedia terminata pochi anni prima. Furono istituiti organismi e approvate leggi internazionali che avevano il compito di dirimere le controversie in modo collegiale per evitare e condannare l’ azione unilaterale. Questi organismi non sempre hanno funzionato bene ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad un loro totale annientamento, svuotamento ed umiliazione anziché a un loro rilancio e ad un loro rafforzamento. Non credo sia accettabile, che uno Stato possa decidere in autonomia di attaccare un altro Stato, rapirne il presidente e sua moglie e portarli bendati ed ammanettati via dal proprio paese. Se passa questo concetto allora legittimiamo l’invasione russa e qualsiasi atto militare ed unilaterale di uno Stato sovrano verso un altro”.
“Ognuno avrà e troverà la sua giusta motivazione e pretesto per muoversi passando sopra ogni logica legge di diritto internazionale – chiude Del Debbio – Credo che su questo concetto, nonostante le dichiarazioni del suo segretario nazionale, ovvero il ridar forza e considerare attori principali organismi terzi che abbiano come strumento principale di azione la diplomazia e collegialità possiamo trovare un punto in comune con il collega Scannerini. Su questo credo vada profuso ogni sforzo e vada fatto un fronte comune di pressione in ogni sede politica”.


