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Lavoratori come schiavi nel laboratorio a San Concordio, Giglioli (Avs): “Le condizioni di lavoro tornino al centro dell’agenda pubblica”

La consigliera: “Servono interventi sistematici, a partire dall’intensificazione dei controlli e dall’attribuzione di risorse congrue”

“Laboratorio-alloggio fatiscente a San Concordio: necessario approfondire, il lavoro, le condizioni dei lavoratori e la loro sicurezza devono essere al centro dell’agenda pubblica”. A dirlo è la consigliera comunale di Avs-Alleanza Verdi Sinistra, Valeria Giglioli.

“Lavoro nero, zero sicurezza, igiene inesistente e condizioni di schiavitù di fatto: non si tratta di eventi lontani. È successo alle porte della nostra città – spiega Giglioli – La scoperta del laboratorio/alloggio fatiscente a San Concordio, in cui sei persone erano costrette a vivere e a lavorare in condizioni disumane è un segnale chiaro per tutta la nostra comunità, a partire dalle istituzioni. Bene che le forze dell’ordine proseguano le indagini: è necessario che quanto accaduto venga chiarito approfonditamente (le ditte che si rifornivano dal laboratorio non avevano percepito alcun problema?) che vengano individuate eventuali ulteriori responsabilità e che il lavoro continui per escludere che ci siano altri casi simili. Oltre alla tutela dei lavoratori coinvolti, servono interventi sistematici, a partire dall’intensificazione dei controlli e dall’attribuzione di risorse congrue agli enti preposti”.

“Ma più di tutto – conclude la consigliera di Avs – bisogna che il lavoro e le condizioni dei lavoratori e la loro sicurezza tornino ad essere fortemente al centro dell’agenda pubblica, con politiche e strumenti adeguati. Perché il profitto non può venire prima delle persone e della loro dignità. Mai”.