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Fratelli d’Italia, Giannoni revoca due componenti da lui nominati in vista del nuovo coordinamento

Fanno parte dei 12 che hanno firmato la sfiducia al segretario a novembre, sui cui il partito regionale e provinciale non si è pronunciato

Un po’ come Atene e Sparta. Se la Lega (momentaneamente) piange, al momento, Fratelli d’Italia Lucca non ride.

Come sempre succede, d’altronde, quando c’è da mettere i paletti verso gli appuntamenti elettorali: oggi Viareggio, domani, ma non fra troppo tempo, Lucca.

Cosa è successo di nuovo? È arrivata la contromossa del segretario provinciale Riccardo Giannoni, sfiduciato lo scorso novembre dal ‘documento dei 12’ e sulla cui posizione i vertici regionali e nazionali del partito non si sono ancora espressi.

Ecco che allora il segretario è passato alla contromossa in vista del prossimo appuntamento con il coordinamento provinciale del partito in programma giovedì (5 febbraio). Giannoni ha infatti recapitato a due componenti del direttivo, che peraltro erano fra coloro che avevano firmato la sfiducia al segretario, la lettera che li revoca dal ruolo, essendo fra coloro che sono stati nominati e sono membri non di diritto.

Si tratta di Massimiliano Micheli, di Camaiore e Moreno Rossi di Lucca, entrambi molto vicini all’onorevole Riccardo Zucconi. Un altro componente del direttivo vicino al parlamentare, Silla Silvestri di Forte dei Marmi, si era già dimesso in autonomia.

Giovedì si pensa che Giannoni porterà sul tavolo i nuovi nomi, probabilmente tutti a lui vicini, rompendo quel patto che era stato raggiunto per arrivare al congresso provinciale senza spaccatura. Degli zucconiani nel coordinamento ne resterebbero solo due, fra i quali l’eletta (e non revocabile) Chiara Benedusi e la segretaria personale del sindaco di Fabbriche di Vergemoli, Michele Giannini, Camilla Baccelli.

E che il momento non sia di quelli tranquilli lo dimostra anche quanto accaduto, anche se solo come manifestazione simbolica non essendoci i numeri, al coordinamento comunale di Viareggio alla vigilia del consiglio comunale di ieri (2 febbraio) in cui poi il partito della Meloni ha votato, su regia di Riccardo Zucconi, il bilancio preventivo approntato dalla giunta di Giorgio Del Ghingaro. Alcuni esponenti del partito, vicini al segretario provinciale, hanno chiesto la sfiducia di Marco Dondolini, che è rimasto saldamente al suo posto.

Ora la questione, al di là di come andrà il direttivo di giovedì, resta focalizzata sulla posizione di Giannoni: se il partito a livello più alto riconoscerà la validità della sfiducia di novembre, infatti, anche tutti gli atti susseguenti decadrebbero. Altrimenti bisognerà trovare nuovi equilibri per evitare il muro contro muro.