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Assi viari, Franchi: “La difesa dell’opera è solo per interessi economici: va sostenuto il ricorso al Tar”

Il coordinatore del forum per la tutela ambientale e salute dei cittadini interviene dopo l’appello di Baccelli a Capannori: “Opera inutile”

Assi viari, lungo intervento del coordinatore del forum per la tutela ambientale e salute dei cittadini, Umberto Franchi. 

“Ho letto sulla stampa – dice – l’appello al sindaco Giordano Del Chiaro dell’ex assessore ai lavori pubblici della Regione Toscana Stefano Baccelli. Ho cercato di individuare gli argomenti a  sostegno del suo esplicito e perentorio appello e vi ho trovato che esso si riferisce al fatto che il ricorso al Tar andrebbe a demolire il progetto definitivo e quindi definanziare l’opera. Nella sostanza, Baccelli  sostiene che Luca Menesini prima e Giordano del Carlo ora, si prederebbero la responsabilità di perdere 170 milioni di euro per realizzare un’opera che a suo parere sarebbe attesa da oltre 20 anni. In sostanza all’ex assessore quello che interessa è il business di 179 (non 170) milioni, di un’opera che inizialmente  doveva essere di 30 chilometri, con un costo di 78 milioni di euro, successivamente ridotta a 11,5 ed oggi  ridotta a circa 7 con un costo di 179 milioni, circa 25mila euro a chilometro”.

“Verrebbe da dire – commenta Franchi – I chilometri diminuiscono ma i soldi crescono. Siamo in presenza della gallina dalle uova d’oro, chi sarà quella fortunata azienda che si aggiudicherà l’appalto? Non mi sembra che nelle preoccupazioni di Baccelli  ci siano quelle delle migliaia di cittadini che nel 2024 hanno firmato una petizione presentata a tutti gli enti locali e nemmeno quelle della petizione alla Commissione e Parlamento europeo firmata da centinaia di cittadini”.

“A me sembra che la posizione dell’ex assessore regionale sia sostanzialmente la stessa degli amministratori del Comune di Lucca, sindaco ed assessore ai lavori pubblici – commenta Franchi – i quali si sono dimenticati delle promesse che facevano ai cittadini di San Cassiano, San Pietro a Vico, Antraccoli durante la campagna elettorale in difesa dell’ambiente , ed oggi sono i primi a sostenere la necessità dell’asse viario monco”.

“Allora – spiega il coordinatore – le domande che questi signori dovrebbero farsi sono queste: è giusto spendere 179 milioni  per un’opera costruita con una montagna di catrame e cemento alta fino a 10 metri, che spacca la Piana in due e distrugge il poco verde rimasto? È necessario fare un’opera che distrugge territori agricoli e passa in mezzo alle case? È necessario fare  un’opera che  andrebbe  ad inquinare le acque con la chiusura dei pozzi artesiani? È giusto distruggere l’Habitat soprattutto nel parco dei Laghetti di Lammari? È giusto rischiare il dissesto idrogeologico ed impedire gli scarichi nelle canali e fossi esistenti nel nostro territorio, così come ha argomentato anche il Consorzio 1 Toscana Nord? Ricordo che, come ha ricordato anche l’ex presidente del Consorzio 1 Toscana Nord Ismaele Ridolfi  il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, in una lettera inviata al commissario dell’Anas e a tutti i soggetti interessati, sosteneva che tutta la rete irrigua delle piane lucchesi capannoresi avevano una funzione di reticolo di scolo ed il progettisti dell’opera assi viari non avevano previsto le interferenze  sia con il reticolo di bonifica  sia con il reticolo minore costituito da scoline, capifossi, fossi… chiedendo alla Conferenza dei servizi svolta a Firenze nel dicembre del 2024, precisi studi mirati e precise prescrizioni,  in particolare modo per quanto riguarda gli attraversamenti dei rilevati stradali al fine di garantire al sistema idrologico ed idraulico le portate defluenti dei singoli corsi d’acqua interessate dalle interferenza della nuova strada. Cosa che non è stata nemmeno presa in considerazione per cui il Consrzio non ha espresso nessun parere”. 

“Quali sono allora gli argomenti di coloro che spingono per  fare  questa opera devastante? – si chiede – Non certo la balla di chi sostiene che l’asse viario andrebbero a ridurre il traffico intorno alla città e nella Piana. Chi pensa questo o è debole di mente o è in malafede. Tutti sanno che nella Piana di Lucca siamo in presenza di  uno sviluppo distorto speculativo che è andato avanti per molti anni senza piani regolatori, ed ha portato a costruire in ogni luogo fabbriche, centri commerciali, centri servizi… Tutti sanno che oggi i trasportatori di merci, i lavoratori, i cittadini comuni, per recarsi nelle  aziende dove lavorano, nei centri commerciali e centri servizi, sono obbligati a fare sempre le stesse strade… I cittadini sanno che una nuova strada sarebbe solo un altro incentivo al traffico su gomma senza risolvere minimamente la questione del caos esistente, nemmeno quello su viale Europa, che resterebbe molto più conveniente ai camionisti che devono prendere l’autostrada, in quanto essa sbocca proprio all’ingresso dell’autostrada del Frizzone Capannori. Eppure come Forum per la tutela ambientale e salute dei cittadini abbiamo proposto serie alternative per spostare il traffico da gomma su rotaia, riguardanti la metropolitana di superficie che leghi la città di Lucca alla periferia in tutti i lati, la metropolitana di area vasta tra Lucca Pisa e Livorno, il raddoppio dei binari nelle tre reti ferroviarie esistenti nella nostra Provincia”.

“Quindi, anche se come Forum pensiamo che la bretellina sarebbe solo un palliativo che non risolverebbe il problema ed è tutto il progetto sciagurato assi viari che va annullato – conclude – a me sembra che l’attacco al sindaco di Capannori dal tono sprezzante, sia del tutto privo di argomenti, ma solo legato  business dei soldi. Credo allora che chi ha veramente a cuore il benessere della comunità lucchese e non quella di un business a favore dei soliti noti imprenditori, non possa fare altro che sostenere il ricorso resentato al Tar firmato da numerosi cittadini, al fine di fare annullare tutti gli atti presi dal commissario straordinario Anas, in quanto non conformi ai requisiti di legge e dannosi per l’ambiente e la salute, come è stato bene illustrato anche nel corso dell’assemblea svolta il 30 gennaio, dalla quale è scaturito l’impegno di tutti i partecipanti a sottoscrivere ed a fare sottoscrivere i contributi necessari a coprire gli ingenti costi del ricorso al Tar. A tale proposito come Forum stiamo predisponendo anche un crowdfunding”.