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Rifondazione Comunista dice no all’ipotesi remigrazione: “La sicurezza non si costruisce con slogan razzisti”

Il Circolo della Piana di Lucca del Prc: “Pura propaganda e uota retorica usata per ingannare i cittadini e alimentare paure”

Anche il Circolo della Piana di Lucca di Rifondazione Comunista respinge le proposta di legge sulla remigrazione, presentata oggi nella sede lucchese di Difendere Lucca. 

“Negli ultimi mesi la destra ha rilanciato il tema della cosiddetta remigrazione, presentandolo come soluzione miracolosa ai problemi di sicurezza e di convivenza sociale – dice il Prc –  In realtà si tratta di pura propaganda, di una vuota retorica usata per ingannare i cittadini e alimentare paure, senza avanzare alcuna proposta concreta o praticabile”.

“La destra parla di sicurezza, ma governa il paese – proseguono da Rifondazione –  Cosa ha fatto la destra per la sicurezza se non inserire misure repressive nei confronti di chi manifesta e di chi non si allinea al suo pensiero? La verità è che la sicurezza non si costruisce con slogan razzisti, ma con la sicurezza sociale. Sicurezza significa lavoro dignitoso per tutte e tutti. Oggi, invece, il lavoro è sempre più precario e sottopagato, tanto per gli immigrati quanto per i giovani italiani. Sicurezza significa lotta reale al lavoro nero e all’evasione fiscale, per garantire i diritti pubblici fondamentali, a partire dal diritto alla salute. Sicurezza significa anche diritto alla casa. A Lucca trovare un alloggio è sempre più difficile per lavoratori e lavoratrici, soprattutto se precari”.

“L’amministrazione Pardini, in continuità con le precedenti – che Rifondazione Comunista non ha appoggiato anche per questo motivo – non ha posto alcun freno alla turistificazione della città – elenca il Prc – una vera e propria speculazione immobiliare, basata sulla proliferazione degli affitti brevi turistici, che rende le case inaccessibili a chi in questa città vive e lavora. Infine, sicurezza significa tutela dei diritti all’istruzione, all’informazione e alla partecipazione democratica. Oggi scuola e università subiscono nuovi tagli, che si traducono in accorpamenti, classi sovraffollate e riduzione dei finanziamenti alla ricerca. Allo stesso tempo vengono attaccati gravemente i diritti di manifestazione e di associazione politica e sindacale, attraverso i cosiddetti decreti ‘sicurezza’ e, a livello locale, anche negando l’uso degli spazi pubblici ai partiti per promuovere momenti di dibattito con i cittadini, come accade a Lucca”.

“Questo è ciò di cui dovrebbero occuparsi coloro che governano la città e l’Italia: lavoro, casa, sanità, istruzione, diritti e democrazia – conclude la nota – Non il rilancio di una retorica razzista, priva di qualsiasi risvolto concreto, che serve solo a coprire il fallimento delle politiche della destra e a dividere chi invece avrebbe tutto l’interesse a lottare insieme per condizioni di vita migliori”.