L'intervento
|Giorno del Ricordo, Rifondazione e Giovani Comunisti: ”Revisionismo è difendere la memoria dei soli morti italiani”
Il partito dopo le polemiche: “Invitare a segnalare presunti negazionisti è una inaccettabile intimidazione verso chi esprime idee diverse”
Giorno del Ricordo, arriva la replica di Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti a Difendere Lucca.
“In primo luogo – dicono – invitare a segnalare alla stessa Difendere Lucca presunti episodi di negazionismo in luoghi pubblici è una inaccettabile intimidazione verso chi legittimamente esprime diverse opinioni. A questi signori rispondiamo che la censura delle idee e le liste di proscrizione non appartengono alla Repubblica nata dalla Resistenza ma piuttosto al precedente periodo. In secondo luogo, limitarsi a difendere solo la memoria dei morti italiani significa cadere nel revisionismo storico. Gli stessi che accusano gli altri di negazionismo, in realtà, ignorano le sofferenze dei non italiani che subirono per anni la brutalità fascista, a partire dall’italianizzazione forzata, passando per l’internamento di massa in campi di concentramento, fino alle stragi di rappresaglia contro i partigiani che combattevano per liberare il loro paese. Durante l’occupazione della Jugoslavia, i civili e i partigiani uccisi dai nazifascisti sono stimati essere complessivamente più di un milione”.
“Noi ci impegniamo a ricordare tutto, altrimenti non è possibile comprendere come le vittime delle foibe (stimate tra 3mila e 5mila), e i circa 300mila italiani esodati, furono confusi, a torto o a ragione, con gli occupanti fascisti. È importante riconoscere che i civili italiani innocenti, se vittime dei partigiani, lo furono anche del fascismo, il quale, con la sua ideologia di violenza, razzismo e colonialismo, ha generato l’odio etnico profondo tra italiani e slavi alla base delle vicende ricordate. Ricordiamo tutto, per questo non potremo condividere mai la nostra memoria con quella di chi si proclama fieramente fascista: perché dopo ottant’anni c’è chi è rimasto dalla parte degli oppressi e chi si ostina a giustificare degli oppressori”.


