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Antenna a Spianate, D’Ambrosio: “Le ragioni dei cittadini sono anche le nostre”

Però, “Non sussistono oggi i presupposti tecnici e giuridici per disporre la sospensione dei lavori, in ragione di una normativa nazionale legata al Pnrr”

“Continueremo a contestare un sistema che scavalca gli strumenti di pianificazione comunale e non lascia margini di azione agli enti locali ma ribadiamo con forza che cittadini e amministrazione comunale sono dalla stessa parte in questa battaglia”. Lo dicono la sindaco di Altopascio Sara D’Ambrosio e l’assessore all’ambiente e alla progettazione urbanistica Daniel Toci sulla questione della nuova antenna Inwit in località Mazzei, a Spianate. Lo fanno dopo l’esposto presentato da diversi cittadini che hanno chiesto la sospensione cautelare dei lavori.

Le ragioni dei cittadini – precisano – sono anche le nostre: su questa antenna l’amministrazione comunale dice no e ha fatto tutto il possibile per contrastarne l’installazione”. Nonostante la contrarietà però, “più volte espressa e tutti i tentativi messi in campo dal Comune per negare l’autorizzazione dell’intervento, non sussistono oggi i presupposti tecnici e giuridici per disporre la sospensione dei lavori, in ragione di una normativa nazionale legata al Pnrr che non lascia margini di azione agli enti locali. Proprio per questo ribadiamo la piena disponibilità dell’amministrazione a un confronto con i cittadini e con eventuali legali che ha chiesto chiarimenti.

La posizione dell’amministrazione non è mai cambiata: siamo contrari a questa installazione e lo abbiamo dimostrato con atti concreti adottando un formale diniego all’autorizzazione perché non conforme al Piano comunale delle antenne e proponendo soluzioni alternative già previste dalla pianificazione comunale, che sono state ignorate in forza della normativa nazionale. Alla luce di un’approfondita valutazione tecnica e legale, una prosecuzione del contenzioso avrebbe esposto il Comune a una soccombenza certa, con possibili condanne alle spese e richieste di risarcimento danni a carico della collettività”.