la polemica
|Vivere il Centro Storico: “Carnevale inventato e conti in rosso: di cosa ci vantiamo?”
Il comitato mette nel mirino i festeggiamenti di Lucca in Maschera: critiche serrate all’amministrazione comunale su costi, identità culturale e proiezioni del debito pubblico
Non si placa il dibattito intorno ai festeggiamenti del Carnevale nel cuore della città. Se da una parte Palazzo Orsetti rivendica il successo di pubblico e l’attrattività dell’evento, dall’altra il comitato Vivere il Centro Storico mette in discussione non solo la natura dell’iniziativa, ma soprattutto la sostenibilità economica dell’evento.
“Applausi, abbracci, congratulazioni e passerelle mediatiche – si legge in una nota del comitato-. Il Sindaco e l’Assessore rivendicano con orgoglio il successo della manifestazione che avrebbe portato nel Centro Storico di Lucca 20mila visitatori. Un risultato definito straordinario. Ma di quale evento stiamo parlando? Di una sfilata di Carnevale realizzata con i figuranti del Carnevale di Viareggio. Una manifestazione che a Viareggio affonda le radici in una tradizione storica, identitaria, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. A Lucca, invece, il Carnevale è un’iniziativa recente, introdotta dall’attuale amministrazione e priva di legami con la memoria e la cultura cittadina. Una forzatura. C’è poi un aspetto che merita attenzione. A Viareggio assistere a una sfilata costa oltre 20 euro. A Lucca l’evento è gratuito. Ma davvero è gratuito? In realtà no: è pagato dal Comune, quindi dai cittadini. L’anno scorso per Lucca in maschera sono stati spesi 117.747,31 euro, risorse pubbliche. Vedremo quest’ anno”.
“È legittimo allora vantarsi della grande affluenza a un evento senza biglietto? – incalza Vivere il centro Storico – Se il prossimo anno, oltre all’ingresso gratuito, si offrisse anche una bevuta omaggio, i visitatori potrebbero raddoppiare. Sarebbe questo il parametro del successo? Dovremmo andarne ancora più fieri? Il punto non è contestare momenti di festa o socialità, ma interrogarsi sulle priorità. Le previsioni sul debito comunale parlano chiaro: dai 50 milioni del 2023 si stima di arrivare a quasi 80 milioni nel 2027. Un peso che ricadrà sui lucchesi”.
“In questo contesto – conclude la nota -, è davvero opportuno esultare per manifestazioni che non appartengono alla tradizione cittadina, che comportano costi rilevanti e che l’unica cosa che lasciano alla città sono cartacce e mozziconi? È una domanda che merita una riflessione seria, al di là delle passerelle e degli applausi”.


