le dichiarazioni
|Impianto di Salanetti, Caruso: “Mancano trasparenza e tutele per cittadini e ambiente”
Il consigliere comunale critica Comune e Reti Ambiente e annuncia un’interrogazione sulla mancata Via e sulla consultazione pubblica
“Nella vicenda dell’impianto di smaltimento dei rifiuti di Salanetti colpisce la risolutezza per non dire la protervia con la quale Comune di Capannori e Reti Ambiente procedono senza tenere conto dell’opinione dei cittadini nettamente contrari alla realizzazione dell’impianto a causa dei rischi di natura biologica e chimica per le maestranze e per la popolazione, per gli effetti devastanti sull’ambiente dovuti al consumo di acqua stimato nell’ordine di 3 milioni di litri all’anno, al consumo di quasi 2 milioni di mc di gas e di 7.500 MwH di energia elettrica, alle acque reflue da convogliare verso il depuratore di Casa del Lupo certamente non attrezzato per trattare microrganismi patogeni, medicinali, sostanze chimiche e Pfas presenti nei prodotti igienici da trattare”.
Così il consigliere del comune di Capannori Domenico Caruso.
“Nella mozione che ho presentato e discusso lo scorso anno in Consiglio Comunale contro la realizzazione dell’impianto di Salanetti – dice Caruso -, ho affermato che la pericolosità per la salute pubblica e l’ambiente avrebbero imposto l’assoggettamento alla valutazione di impatto ambientale (VIA) necessaria ai fini della verifica dell’entità dell’impatto ambientale dell’opera in modo tale da adottare soluzioni mitigative se possibili o di abbandonare il progetto qualora l’impatto non sia evitabile neanche con l’adozione di cautele. Regione e Reti Ambiente hanno escluso la necessita della Via verosimilmente perché l’impianto è stato progettato al di sotto dei limiti dimensionali previsti dal Testo Unico sull’ambiente ma questa furbata non depone affatto nel senso della trasparenza e della lealtà verso i cittadini considerato, vieppiù, che la zona di Salanetti nelle previsioni del Piano Strutturale Intercomunale rientra in zona ad alto rischio idrogeologico per alluvioni frequenti tanto è vero che un contributo al Psi presentato da Reti Ambiente è stato respinto dai tecnici comunali ma approvato lo stesso dal Consiglio Comunale con i voti della maggioranza che così si è posta in contrasto con le decisioni del settore urbanistica”.
“È del tutto evidente – prosegue il consigliere – che l’illegittimità della variante urbanistica e la carenza dell’attività istruttoria condotta senza la garanzia formale dell’acquisizione preventiva della Via e senza le garanzie sostanziali costituite dalle misure di mitigazione integrano profili di illegittimità del procedimento di autorizzazione dell’impianto per violazioni di legge e per eccesso di potere deducibili con impugnazione al Tar. A questi profili di illegittimità si aggiunge l’omissione della procedura di consultazione pubblica con i cittadini prevista dal Testo Unico sull’Ambiente che avrebbe permesso ai cittadini di evidenziare i potenziali effetti dannosi dell’impianto quali il disagio acustico, olfattivo, viabilistico oltre che alla perdita del valore degli immobili di proprietà che integrano la lesione del diritto al domicilio tutelato dall’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e l’indebolimento della tutela prevista per i beni della vita individuali e collettivi (proprietà, domicilio, salute, ambiente) con violazione dell’art. 174 par. 2 del Trattato CE a mente del quale le scelte ambientali devono essere guidate in via prioritaria dai principi di precauzione e dell’azione preventiva”.
“Per quali ragioni per Salanetti non è stata prevista la Via e non sono stati consultati i cittadini? Su questi temi ho presentato una interrogazione in Consiglio Comunale per fare chiarezza – conclude Caruso – su una vicenda nella quale mancano trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini“.


