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Il consigliere comunale: “Alla magistratura non sarebbe arrivato, neppure dagli Enti del territorio, alcun atto-documento sulla questione”

“Il sindaco e l’Amministrazione comunale di Lucca hanno avvertito, formalmente o anche informalmente, la procura della Repubblica circa il caso d’inquinamento alla falda registrato ad Antraccoli?“. In un’interrogazione consiliare inviata al protocollo del Comune, lo chiede il consigliere comunale Daniele Bianucci al sindaco Pardini.

Nella stessa interrogazione, Bianucci chiede anche: “Se sì, in che maniera e in quale data? Se ciò non è stato fatto, per quale ragione? Se ciò non è stato fatto, quali azioni intende adesso intraprendere il sindaco e l’Amministrazione comunale?”. Adesso, a termini regolamentari, il primo cittadino ha trenta giorni di tempo per rispondere.

“E’ emersa – spiega il consigliere – la notizia secondo la quale, in merito alla vicenda della ‘acqua che sa di gas’ dai pozzi di Antraccoli e il relativo e conclamato caso di inquinamento alla falda che da novembre scorso va avanti, a lunedì scorso la Procura della Repubblica di Lucca non avrebbe aperto alcun fascicolo atto ad individuare ogni responsabilità perché alla magistratura non sarebbe arrivato, neppure dagli enti del territorio, alcun atto-documento sulla questione. Da qui la necessità di rivolgere un’interrogazione al sindaco Pardini, per capire effettivamente quale sia stato il suo atteggiamento e le relative ragioni. Assieme agli altri consiglieri, da mesi infatti lavoriamo a fianco delle cittadine e dei cittadini di Antraccoli per evidenziare le problematiche riscontrate: e tutte e tutti chiediamo sia individuata quanto prima ogni responsabilità, soprattutto per capire fino in fondo le cause del fenomeno e operare così in maniera determinante per la completa risoluzione della criticità. Le persone del quartiere sono da tempo in attesa di risposte definitive: impegniamoci tutte e tutti insieme per ottenerle”.