L'assemblea
|Embargo ancora più pesante su Cuba, il circolo Matteucci: “Le amministrazioni sostengano lo stop all’assedio”
L’associazione lucchese: “Blocco mmotivato, illegittimo, contrario al diritto internazionale, si fermi questo ingiusto provvedimento”
Il Circolo G. Matteucci – associazione di amicizia Italia-Cuba, riunito in congresso alla Casa del Popolo di Verciano, ha discusso e valutato, con grande preoccupazione, la situazione che si è determinata a Cuba a seguito dell’intensificazione del bloqueo, del già pesante embargo in corso contro l’sola caraibica.
“Già nei primi anni Sessanta, a cominciare dalla presidenza Kennedy, venne attuato un embargo totale, in piena guerra fredda, con ripetuti tentativi, anche militari, di soffocare l’originale esperienza sociale e politica, frutto della rivoluzione di popolo, che, nel 1959 portò alla liberazione dell’isola dal regime dispotico e corrotto di Baptista, appoggiato dagli Usa. In tutti questi anni, più di 64, l’embargo non è stato mai interrotto né allentato determinando danni economici e sociali pesantissimi, nonostante le annuali richieste dell’Assemblea generale dell’Onu che a pià riprese, da trent’anni a questa parte, ha dichiarato immotivato e illegittimo il bloqueo e richiesto la cessazione. Il governo italiano attuale sostiene la politica atlantista di Trump e quindi anche l’embargo, che addirittura rischia di mettere in pericolo il lavoro di centinaia di medici cubani da anni impegnati negli ospedali della Calabria dai tempi del Covid. Nel 2014 la presidenza Obama cercò di normalizzare le relazioni diplomatiche ma, per vari motivi, l’embargo rimase in piedi e con la prima amministrazione Trump l’embargo fu irrigidito con ulteriori 240 sanzioni aggiuntive che l’amministrazione Biden non cambiò minimamente. Nel 2026, l’embargo statunitense contro Cuba persiste, aggravando una profonda crisi energetica ed economica sull’isola”.
“Nonostante la quasi unanime condanna annuale dell’Onu, gli Usa hanno inasprito le sanzioni (“massima pressione”), bloccando il rifornimento di carburante e minacciando aziende terze. La situazione umanitaria è critica. L’isola vive una crisi energetica definita collasso, con restrizioni simili al Periodo Especial degli anni Novanta. Una nuova strategia Usa ha limitato ulteriormente l’importazione di carburante. L’assemblea generale delle Nazioni Unite continua a condannare l’embargo quasi all’unanimità, definendolo una punizione collettiva. È in atto una “massima pressione” che colpisce non solo il commercio diretto, ma minaccia sanzioni a compagnie di navigazione e assicurazioni internazionali che collaborano con Cuba. L’embargo limita l’accesso a cibo, medicine e risorse energetiche, causando una grave crisi umanitaria, con lunghi periodi di black out, mettendo in crisi ospedali, scuole, amministrazioni e attività produttive, Si tratta di un vero e proprio assedio, deciso da Trump, che blocca il rifornimento di petrolio, medicinali, generi alimentari, pezzi di ricambio”.
“Tutto ciò è immotivato, illegittimo, contrario al diritto internazionale, tutto ciò deve cessare – conclude l’associazione – Per questi motivi chiediamo alle amministrazioni locali di sostenere la richiesta di cessazione di questo ingiusto assedio e il sostegno attivo alle iniziative di solidarietà in corso con il popolo cubano, per garantire indipendenza, dignità e futuro”.


