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Il responsabile organizzativo di FdI lancia la volata al referendum: “I governi passano, le riforme restano. Anche a sinistra molti scelgono il Sì”

Un pomeriggio di confronto diretto tra la politica e i cittadini quello che si è svolto oggi (sabato 14 marzo) in via Beccheria all’angolo con piazza Napoleone. Sotto il gazebo di Fratelli d’Italia, l’onorevole Giovanni Donzelli ha incontrato la cittadinanza lucchese per illustrare le ragioni del Sì in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026.

All’appuntamento, promosso dai coordinamenti comunale e provinciale di FdI, Donzelli ha ribadito l’importanza di una riforma che punta a scardinare il correntismo della magistratura tramite il sorteggio, a separare le carriere tra giudici e accusatori e a istituire un’Alta Corte disciplinare.

“Senza giustizia non c’è sicurezza, non c’è sviluppo economico e non c’è libertà – ha dichiarato l’onorevole -. Molti possono credere che questo referendum riguardi soltanto chi frequenta i tribunali come giudici, avvocati o indagati. No, in realtà riguarda tutti i cittadini. Senza una riforma della giustizia non può crescere davvero l’Italia. Dobbiamo diventare una nazione moderna, in difesa della magistratura: serve meritocrazia anche lì dentro. Per noi è un voto sulla riforma della giustizia e non sul governo Meloni. Tanti anche di sinistra stanno facendo campagna elettorale per il Sì. Vediamo che qualcuno, non avendo argomenti per il No, dice di votare contro la Meloni. Però i governi passano, le riforme restano: perdere l’occasione di riformare la giustizia per fare un dispetto alla premier non mi sembra molto intelligente”.

Infine, Donzelli non ha risparmiato critiche al clima politico attuale, riferendosi alle scritte apparse a Massa (“Meloni appesa”) e alle recenti dichiarazioni dei leader dell’opposizione: “Purtroppo, si leggono troppe scritte, minacce e frasi sbagliate. Oggi ho sentito una frase molto sgradevole anche dall’ex premier Giuseppe Conte che parlava di calci in faccia a Giorgia Meloni. Credo si debba riportare tutto nell’alveo della normalità: ci sono scelte in cui i cittadini vengono informati e scelgono liberamente. Quando parlano i cittadini hanno sempre ragione e non serve alzare la tensione. La alza solo chi non ha argomenti”.