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Gas nell’acqua, Baronti (Sinistra Italiana) chiede la riunificazione del servizio idrico nella Piana di Lucca

Sottolineando che “a dicembre scade la concessione in proroga a Geal del servizio idrico e per legge, il servizio passerà al gestore unico pubblico Gaia”

“L’acqua potabile e sicura è un diritto fondamentale e inviolabile di ogni cittadino”. Con questa ferma convinzione, il responsabile del dipartimento regionale Ambiente di Sinistra Italiana ToscanaEugenio Baronti chiede l’urgente riunificazione del servizio idrico nella Piana di Lucca. “La contaminazione dell’acqua da tetraidrotiofene – spiega – sostanza utilizzata come odorante di sicurezza per il gas metano, si allarga, oltre ad Antraccoli, ad alcuni pozzi a Santa Margherita, due frazioni confinati amministrate da due Comuni diversi: Lucca e Capannori.

Da un punto di vista amministrativo non ci sono problemi: è così da 200 anni. Il problema vero è un altro, denunciato da anni dal sottoscritto e da una parte della sinistra lucchese, ed è quello che ad Antraccoli il servizio idrico integrato è gestito dalla società Geal, mentre a Santa Margherita è gestito da Acque. Due frazioni al centro della Piana di Lucca sciaguratamente divise nel 1999 in due ambiti ottimali diversi. Il Comune di Lucca è inserito nella Conferenza Territoriale 1 Toscana Nord, gestore unico interamente pubblico Gaia ad eccezione del Comune di Lucca gestito da Geal con concessione scaduta; il Comune di Capannori, con gli altri comuni della Piana, nella Conferenza Territoriale 2 Basso Valdarno, gestore unico Acque.

Una scelta politica sciagurata che a distanza di più di un ventennio ancora non è stata superata, ancora non c’è stato il coraggio politico di sanare questa ferita ad una Piana che si presenta come un’unica grande città diffusa. Una divisione innaturale che già allora quando fu decisa, creò grossi problemi perché fu necessario smantellare l’acquedotto Lucca-Capannori e sprecare tempo e risorse per separare le acque che venivano emunte da diversi pozzi collocati nei due comuni e che fino ad allora scorrevano insieme ma che, per decisione politica, fu necessario dividere perché, essendo due i gestori, ognuno è responsabile della sicurezza dell’acqua che gestisce.

Adesso si presenta una opportunità che non può assolutamente essere persa, a dicembre scade la concessione in proroga a Geal del servizio idrico e per legge, il servizio passerà al gestore unico pubblico Gaia della CT 1 di cui Lucca fa parte. Spetta al Comune di Capannori, come maggiore Comune della Piana coordinarsi con gli altri comuni, per avviare con tempestività la procedura, per chiedere all’autorità idrica Toscana il passaggio dalla CT2 alla CT1 e questo deve assolutamente essere fatto prima della fine del 2026. E’ un non senso politico aspettare la scadenza della concessione del servizio ad Acque.

Non c’è più tempo da perdere, la Piana di Lucca deve essere riunificata e va fatto subito perché sotto di noi, indipendentemente dai confini amministrativi, scorre una falda proveniente dal Serchio che è stata, nel corso degli anni, soprattutto negli anni ’70 e ’80, violentata e ferita dalla irresponsabilità umana, dalla ricerca di profitti facili fatti a discapito dell’ambiente, una gestione dei rifiuti industriali e speciali criminale, che ha costellato il nostro territorio di discariche interrate conosciute e censite, che già adesso presentano il loro conto con fenomeni di inquinamento segnalati in diverse zone. Come si dice, i nodi prima o poi vengono al pettine e oggi siamo chiamati a gestire una eredità estremamente pesante e pericolosa che richiede una capacità politica ed organizzativa unitaria e grandi investimenti, per essere gestita al meglio, cercando di ridurre al minimo i rischi per la popolazione. I tempi in cui nella piana bastava piantare un tubo a 4 metri ed usciva acqua pulita, potabile e gratis, e quindi si poteva fare a meno dell’acquedotto, sono finiti da tempo, adesso è urgente colmare il divario che ci separa da tutti gli altri comuni della Toscana, servono interventi ed investimenti per fare oggi quello che doveva essere fatto ieri: estendere a tutti i cittadini della Piana, indipendentemente dal Comune, un servizio unificato ed efficiente di acquedotto e fognature”.