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Turismo, Lucca è un grande noi attacca: “La destra preferisce la massa al garbo”

Critiche alla gestione dell’assessore Remo Santini: “Si sacrifica la vivibilità del centro per eventi di consumo”

Si accende il confronto sul modello di sviluppo turistico della città, con nuove critiche rivolte all’operato dell’assessore al turismo Remo Santini dalla lista civica di centrosinistra Lucca è un grande noi, rappresentata in consiglio comunale dall’ex assessora della giunta Tambellini, Ilaria Vietina. Al centro del dibattito, il tema della pressione turistica nel centro storico e le ricadute sulla qualità della vita dei residenti.

“C’è una distanza sempre più evidente – dice Lucca è un grande noi – tra la città raccontata dall’assessore al turismo Remo Santini e quella che i lucchesi vivono ogni giorno. Una distanza che non riguarda solo le opinioni, ma la realtà concreta. L’assessore, ormai come Hiroo Onoda, insiste solitario nel narrare che a Lucca non esiste un problema di sovraffollamento turistico. Questa volta lo fa mettendo in relazione gli oltre 80mila abitanti di Lucca con 1 milione e 145mila presenze turistiche, assicurando che ‘c’è uno sviluppo equilibrato’ spingendosi in paragoni con Firenze, Pisa e Siena”.

Prosegue la lista civica: “Una narrazione dei numeri che si incrina di fronte all’evidenza. Proviamo con una semplice immagine. L’area verde è il territorio dell’intero Comune di Lucca, 185 chilometri quadrati di territorio in cui vivono 80mila abitanti. L’area rossa è il centro storico di Lucca dove in appena 1,3 chilometri quadrati si concentrano 1milione e 145mila presenze turistiche. Così è chiaro? E qui sta il punto. Perché non è la media a fare la realtà, ma la concentrazione. E chi vive, lavora o semplicemente attraversa il centro storico sa bene cosa significa: spazi saturi, servizi sotto pressione, una quotidianità sempre più difficile“.

lucca turismo

“Ci sono poi gli altri dati – va avanti Lucca è un grande noi – che raccontano la metamorfosi di Lucca: la progressiva chiusura di negozi ed esercizi di vicinato (negli anni -28,5 per cento, secondo i dati Confcommercio), la presenza quasi esclusiva di bar, paninoteche e ristoranti, l’aumento degli affitti brevi e un’insistente programmazione continua di piccoli e grandi eventi che trasforma il centro storico in uno spazio sempre più pensato per il consumo turistico più che per la vita quotidiana”.

“L’attuale amministrazione – continua – ha deciso di privilegiare il turismo di massa e il guadagno immediato, sacrificando la vivibilità dei cittadini. Non si tratta di destino o di eredità del passato, ma di decisioni precise che hanno favorito gli interessi economici a scapito della comunità. La destra lucchese ha scelto di sacrificare i cittadini sull’altare del turismo. Questo ha generato una profonda frattura: una cittadinanza che non si riconosce più nella propria città ormai in preda a una metamorfosi: da città abitata a città-vetrina. E il fenomeno non è solo urbanistico o immobiliare, ma culturale“.

“Una città che si limita a ‘ospitare’, che misura il successo solo in arrivi e pernottamenti senza tener conto della qualità della vita e della sostenibilità sociale, smarrisce la sua missione primaria: essere luogo di vita per i suoi residenti. Oggi Lucca sembra appartenere più ai turisti che ai suoi abitanti. Al di là dei numeri preoccupa la perdita di relazioni, abitudini quotidiane e vita di comunità che animavano le strade e le piazze. Continuare a non ascoltare il disappunto e le critiche che giungono da più parti, snocciolando numeri che poco hanno a che fare con chi il quotidiano lo vive è un esercizio teorico che non regge di fronte all’esperienza concreta dei cittadini”, aggiunge Lucca è un grande noi.

“Lucca ha bisogno di una visione ben diversa da quella che predilige il turista al cittadino, gli eventi alla quotidianità, la massa al garbo. Perché governare il turismo – conclude la lista civica – non significa inseguire i numeri, ma proteggere una comunità che ha il diritto di vivere la propria città. E oggi quella comunità chiede, con sempre maggiore forza, di essere ascoltata”.