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“Ha lavorato per mesi ma in busta c’è una settimana”: Lo sportello di Cobas e Potere al Popolo arriva a una conciliazione

E allarga il problema: “La città vive di un turismo deregolamentato che si regge sullo sfruttamento di chi la abita”

Ha lavorato per mesi senza tutele, in condizioni di irregolarità, per poi vedersi riconoscere appena una settimana di lavoro in busta paga”. E’ Marco Andreotti di Potere al Popolo Lucca ha raccontare la storia raccolta dallo sportello per i diritti sul lavoro promosso da Potere al Popolo Lucca e Cobas Lavoro Privato provincia di Lucca.

“Grazie all’intervento dello sportello – raccontano – si è arrivati a una conciliazione che ha permesso alla cameriera di ottenere quanto le spettava. Ma questa non è solo una vicenda individuale. Quando arrivano allo sportello, spesso le persone sono stanche, sfiduciate, convinte di non avere alternative. Questa lavoratrice ha avuto il coraggio di farsi avanti, ma ce ne sono tanti altri che restano invisibili. Nel settore della ristorazione e dell’accoglienza, a Lucca, situazioni simili sono sempre più frequenti: lavoro nero, ore non dichiarate, contratti parziali che coprono solo una minima parte delle ore effettivamente lavorate”.

“Non parliamo di casi isolati – aggiunge Matteo Masini per Cobas Lavoro Privato Provincia di Lucca -. È un meccanismo che si ripete: si lavora tanto, si guadagna poco e spesso senza diritti. E chi prova a protestare rischia semplicemente di non vedersi rinnovare il contratto. La situazione è anche peggiore per i lavoratori con background di immigrazione, sempre più ricattabili. In una città quasi totalmente dominata dal turismo, l’aumento dell’attività economica dei settori ristorativo e turistico non si traduce automaticamente in condizioni migliori per chi lavora. Anzi, accade quasi sempre il contrario”.

L’aumento degli affitti e del costo della vita, poi, pesa soprattutto su chi ha stipendi bassi e incerti. Per molte lavoratrici e lavoratori del settore, arrivare a fine mese è una sfida quotidiana. “C’è una contraddizione evidente – prosegue Andreotti -. La città vive di un turismo deregolamentato che si regge sullo sfruttamento di chi la abita. Potere al Popolo Lucca non si limita alla denuncia, ma avanza proposte concrete che possono essere immediatamente applicate: “Più controlli sul lavoro nero, con un ruolo attivo della polizia municipale; revisione del regolamento per la concessione del suolo pubblico, escludendo le attività che siano state condannate per lavoro nero o per violazioni dei diritti dei lavoratori.
Lo sportello di diritto al lavoro continuerà a essere uno spazio aperto per chi ha bisogno di supporto, ma anche uno strumento di inchiesta sulla realtà sociale lucchese. Perché dietro ogni caso c’è una persona, e dietro molte storie simili c’è un problema collettivo che non può più essere ignorato”.