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Mercato di Pulìa, il Pd: “Così la giunta Pardini abbandona il settore agricolo per uno spazio eventi”

“Il Distretto Rurale avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per sostenere le aziende agricole, contribuire all’ammodernamento della struttura di Pulia e rafforzare la filiera corta”

“Chiediamo alla giunta Pardini di chiarire perché non sia stato portato avanti il percorso sul Distretto Rurale e quali siano le reali intenzioni per il futuro agricolo e commerciale della nostra città. Lucca ha bisogno di investimenti che portino lavoro e servizi nei quartieri: la chiusura di Pulia rappresenta un passo indietro che la nostra comunità non meritava”. Lo dice il gruppo consiliare del Partito Democratico di Lucca, che “esprime profondo rammarico per la chiusura definitiva del mercato ortofrutticolo di Pulia, un presidio che per oltre cinquant’anni ha rappresentato un punto di riferimento per i produttori del Morianese e un servizio di prossimità per i residenti e le attività di ristorazione non solo della città ma della Piana di Lucca”.

Secondo il Pd, “La fine del mercato di Pulia non è un evento ineluttabile, ma il risultato di scelte politiche di questa Amministrazione. Mentre la Giunta Tambellini aveva gettato le basi per una rigenerazione che tenesse insieme servizi, socialità e sostegno all’agricoltura, la Giunta Pardini ha preferito la strada della dismissione del mercato ortofrutticolo, che avrebbe potuto crescere se sostenuto da una politica mirata”.

Il punto centrale della critica del Pd riguarda le opportunità non sviluppate. “La precedente amministrazione . spiegano – aveva avviato un percorso per l’istituzione del Distretto Rurale, uno strumento strategico che avrebbe potuto consentire di intercettare risorse regionali attraverso il Programma di Sviluppo Rurale. L’Amministrazione Pardini non ha dato continuità a questo percorso. Il Distretto Rurale avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per sostenere le aziende agricole, contribuire all’ammodernamento della struttura di Pulia e rafforzare la filiera corta d’eccellenza. Si è invece scelto di non sviluppare questa prospettiva.

A differenza del piano di recupero sociale e urbano avviato con i fondi PINQuA/PNRR dalla Giunta Tambellini, l’attuale progetto per l’area del mercato non sembra includere in modo strutturato il settore agricolo, trasformando un polo produttivo che sosteneva la filiera dei prodotti di qualità a km zero in uno spazio orientato prevalentemente ad altre funzioni, soprattutto eventi, senza valorizzare appieno la potenzialità enogastronomica della città”.