la posizione
|Boschi in fiamme, l’allarme di Rifondazione Comunista: “Servono prevenzione e investimenti”
Nel mirino i roghi di Carignano e del monte Piglione: “Difendere i nostri boschi significa difendere il futuro del territorio”
Torna al centro del dibattito il tema della prevenzione degli incendi boschivi. La federazione di Lucca del partito della Rifondazione Comunista interviene oggi (8 aprile) con una presa di posizione che richiama istituzioni e comunità alla necessità di rafforzare in modo concreto le politiche di prevenzione.
“Negli ultimi giorni, nonostante siamo soltanto all’inizio di aprile – scrive Rifondazione – si sono verificati due incendi boschivi nella nostra provincia, uno a Carignano e uno sul monte Piglione, nel comune di Pescaglia. In quest’ultimo caso sono andati distrutti circa cinquantaettari di superficie boscata, con un danno ambientale rilevante per l’intero territorio”.
Prosegue Rifondazione: “Si tratta di episodi che richiamano con forza un problema che, purtroppo, si ripresenta ogni anno. Gli incendi boschivi non rappresentano soltanto eventi emergenziali, ma producono conseguenze durature: perdita di biodiversità, maggiore fragilità del suolo e aumento dei rischi idrogeologici. Il quadro normativo nazionale è chiaro: la legge quadro n. 353 del 21 novembre 2000 affida alle Regioni il compito di programmare e attuare le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, attraverso specifici piani aggiornati periodicamente”.
“Come federazione di Lucca del partito della Rifondazione Comunista – va avanti – riteniamo che la prevenzione debba tornare a essere una priorità concreta nelle agende delle amministrazioni. Ciò significa investire risorse adeguate nella manutenzione del territorio, nel rafforzamento dei presìdi operativi, nella formazione degli operatori e nel coinvolgimento del volontariatoorganizzato, che in Toscana rappresenta una componente essenziale del sistema Aib”.
Conclude Rifondazione: “È necessario promuovere una cultura diffusa della prevenzione, che coinvolga cittadini, istituzioni e realtà associative, nella consapevolezza che la tutela del territorio non può essere delegata, ma richiede un impegno collettivo e continuativo.
Difendere i nostri boschi significa difendere il futuro del territorio”.


