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Rotonda di via della Formica, l’Archivio Storico di San Concordio esce subito dal Forum delle frazioni e dei quartieri

Mei: “L’opera avviata contrasta con l’obiettivi dell’organo. Difficile fare peggio dell’epoca Tambellini, ma si stanno mettendo d’impegno”

Per protesta contro la costruzione della rotatoria in via della Formica l’Archivio Storico di San Concordio esce dal Forum delle Frazioni e dei Quartieri, cui era stato ammesso dal Comune di Lucca appena una settimana fa. Lo rende noto Clara Mei, responsabile dell’Archivio e degli Amici del Porto della Formica, secondo la quale “questa nuova infrastruttura viaria oltre a penalizzare la parte centrale del quartiere, sempre più asservita al traffico di attraversamento dei mezzi pesanti, contrasta con l’obiettivo del Forum di valorizzazione storico culturale delle frazioni”.

“La rotatoria sorgerà sopra quello che, fino a poco più di un secolo fa, era l’imbocco del porto fluviale – dice Clara Mei – cioè sullo slargo del canale Formica che immetteva agli scali del Porto. Questo nonostante il Porto della Formica (un unicum con il relativo canale) sia stato inserito dal piano urbanistico del Comune di Lucca nell’elenco dei beni che fanno parte del “patrimonio territoriale”, e precisamente nell’elenco dei Documenti della cultura, assetti di valore identitario, elementi e strutture connotativi della città storica, luoghi di identificazione collettiva, un elenco ristrettissimo, di appena 15 luoghi, quasi tutti concentrati nel centro storico. Via Formica, come suggerisce la derivazione dal latino forma, incarna l’ordine che gli antichi Romani, colonizzatori dell’area lucchese, hanno voluto conferire al territorio. La strada, insieme al relativo canale, costituisce infatti il proseguimento del ‘cardo’ che, partendo dal ‘foro’ di piazza S.Michele, attraversava le attuali vie Beccheria e San Girolamo e, uscendo nei pressi dell’attuale Porta San Pietro, proseguiva proprio in via Formica, che può quindi essere considerata a pieno titolo uno dei cardini principali della centuriazione romana della Piana”.

“Realizzare una larga rotonda all’angolo tra via Formica e via Consani – dice ancora – proprio nel luogo che più di tutti incarna l’ortogonalità, ossia l’incrocio perpendicolare delle linee rette che attraversano invisibili i nostri campi e che duemila anni fa determinarono la disposizione delle fattorie oggi divenute corti rurali, significa cancellare l’identità del luogo e compromettere ulteriormente il recupero del porto. In quell’angolo, più che una rotonda andrebbe collocata simbolicamente una “groma”, lo strumento utilizzato dagli agrimensori romani per tracciare sul terreno le rette e angoli di 90 gradi.   Il Porto non è solo una incisione su una carta del Settecento: esiste materialmente e sono state portate alla luce centinaia di metri quadri delle sue strutture murarie. Nel 1998 è emerso un muro di contenimento del bacino lungo decine di metri; nel 2009 sono state riportate alla luce le strutture murarie della darsena con due bitte e gli incavi per l’alloggio delle barche; nel 2022 è avvenuto il ritrovamento più clamoroso, con due scali del porto completi di scale intatte e ulteriori bitte per l’ormeggio”.

“Non è questa la sede per ricordare i tristi e oscuri motivi per cui quelle strutture murarie cinquecentesche, uniche e perfettamente conservate, sono state ricoperte e perché si è purtroppo proceduto alla costruzione prima dello Steccone e poi della Piazza Coperta, tuttavia questa sarebbe stata l’occasione per non ripetere gli stessi errori del passato – dice Mei – Secondo l’assessore Buchignani la riqualificazione dell’area consisterebbe nella collocazione, al centro della rotatoria, di elementi di arredo che dovrebbero ricordare il Porto: una bitta con anello metallico di epoca novecentesca, mentre le bitte vere – pilastrini di pietra di epoca rinascimentale, riportati alla luce e poi reinterrati – giacciono ancora sepolte accanto alla Piazza Coperta, quando non sono state divelte durante le operazioni di bonifica effettuate in assenza di sorveglianza archeologica. Ai marciapiedi della rotatoria, rialzati, verrà inoltre data la forma di banchine portuali e saranno collocati dei totem illustrativi, mentre il Pannello dedicato al Porto, installato nel 1997 all’inizio di via Formica a spese dei cittadini e simbolo della speranza di riportarlo alla luce, versa oggi in condizioni di grave degrado.  Questa non è una riqualificazione, ma una ‘finzione che traduce la memoria in volgarità’, un’operazione di dubbio gusto, quasi kitsch, non degna della prudenza e del garbo lucchese.  Il verde pubblico del quartiere (standard urbanistico) viene ridotto di diverse centinaia di metri quadri, senza compensazione, e nel Parco della Pace sono stati oggi recintati 11 alberi di alto fusto, su un totale di 27, di cui almeno 5 verranno abbattuti nel periodo della nidificazione”.

Era difficile, per questa amministrazione, fare qualcosa di peggio delle opere costruite da Tambellini con i Quartieri Social, ma ci si sta mettendo d’impegno. Non a caso questa rotatoria risulta agli atti un ‘completamento della piazza coperta’ ed è finanziata con gli stessi fondi ministeriali. In campagna elettorale il sindaco Pardini aveva promesso che avrebbe ‘mitigato’ la Piazza Coperta, invece questo progetto fortemente voluto dall’assessore Buchignani aumenta il degrado dell’area. Anche il metodo ricalca l’arroganza e il disprezzo verso le istanze dei cittadini che hanno caratterizzato i progetti dei Quartieri Social di San Concordio della passata amministrazione. Da settembre dell’anno scorso i cittadini singoli o riuniti in comitati spontanei hanno cercato inutilmente un dialogo con il Comune per rivedere progetto della rotatoria: la loro richiesta di audizione in commissione lavori pubblici è stata respinta, l’appello scaturito dall’assemblea pubblica autoconvocata dai cittadini non ha ricevuto risposta e le cinque osservazioni presentate dai comitati sono state tutte automaticamente respinte dal Consiglio comunale senza che nemmeno che ne fosse stata data una lettura. Ormai i lavori sono iniziati, ma speriamo ancora che il Comune renda la rotatoria un’opera reversibile e almeno ne elimini i controversi elementi di arredo”.