La polemica
|Consiglio solenne per la Liberazione a Massa, il vicesindaco esce dall’aula durante l’intervento di Luca Baccelli: è polemica
Il leghista si è tolto la fascia tricolore: “È propaganda”. Pd, Cgil e Anpi difendono il costituzionalista lucchese e chiedono dimissioni
Il clima politico a Massa si fa rovente all’indomani del consiglio comunale solenne per l’anniversario della Liberazione, trasformandosi in un vero e proprio scontro istituzionale. Il caso è esploso quando il vicesindaco Andrea Cella, esponente della Lega, ha abbandonato l’aula sfilandosi la fascia tricolore durante l’intervento del costituzionalista lucchese Luca Baccelli, oratore ufficiale della cerimonia.
La scintilla è scoccata nel momento in cui Baccelli, costituzionalista individuato dall’Anpi, ha tracciato un parallelismo tra i valori della Resistenza e l’attuale scenario geopolitico, citando anche l’operato del governo Meloni. Un passaggio che Cella ha bollato come “propaganda politico-partitica”, accusando l’oratore di aver strumentalizzato una celebrazione che avrebbe dovuto unire la cittadinanza per sferrare attacchi biechi contro un governo democraticamente eletto. “Ho dovuto togliermi la fascia perché non potevo tollerare un agitatore travestito da professore”, ha rincarato il vicesindaco, seguito nella protesta da alcuni rappresentanti del Carroccio.
L’opposizione — composta da Pd, Gruppo Misto e la lista Massa è un’altra cosa — ha reagito con durezza, chiedendo le dimissioni immediate di Cella. Per le minoranze, il gesto di togliersi la fascia rappresenta una grave mancanza di rispetto verso le istituzioni e la città intera, sottolineando che il confronto tra passato e presente è l’essenza stessa di una memoria viva. Sulla stessa linea la Cgil di Massa Carrara, che con il segretario Nicola Del Vecchio parla di “vergogna istituzionale”, suggerendo che il fastidio della giunta sia legato anche ai richiami sui provvedimenti del nuovo decreto sicurezza che stanno colpendo diversi attivisti locali.
Al coro di critiche si è aggiunta con una nota durissima anche l’Anpi provinciale di Lucca, che ha espresso piena solidarietà al professor Baccelli. L’associazione partigiana ha duramente stigmatizzato il comportamento di Cella, chiedendosi polemicamente se a infastidire il vicesindaco sia stata “la cultura dell’oratore” o il richiamo a una storia che svela le “menzogne di chi vorrebbe riscriverla”. Secondo l’Anpi, spogliandosi della fascia, il vicesindaco avrebbe dimenticato che quel simbolo non rappresenta interessi di parte, ma la Repubblica democratica e antifascista, dimostrando di non aver compreso il valore del ripudio della guerra e della difesa delle libertà fondamentali.


