Logo
Trasloca il Museo del Risorgimento: critico Per Lucca e i suoi Paesi

Il movimento civico: “La Provincia pensi piuttosto a restaurare Palazzo Ducale che non è valorizzato e conservato in modo decente”

“Apprendiamo con rassegnazione, più che con stupore, la notizia del prossimo sfratto del Museo del Risorgimento dalle sale al piano terreno del Palazzo Ducale”. Così commenta Per Lucca e i suoi Paesi.

“Purtroppo non ci pare di aver letto smentite da parte della Provincia. A Lucca, ormai da decenni, è in corso una vera e propria lotta contro i musei civici e locali ed evidentemente il presidente della Provincia Pierucci ha pensato di unirsi a quanto a suo tempo fatto dal Comune di Lucca. Ricordiamo infatti che, se da decenni il sistema dei musei civici era già del tutto inadeguato, Alessandro Tambellini, provvide a chiuderne due sui tre esistenti e possiamo ringraziare l’Eterno Padre, se non chiuse anche l’ultimo dei musei comunali rimasti, ovvero l’Orto Botanico, il quale, a dimostrazione che questi istituti potrebbero funzionare, qualora esistessero, ha poi visto un continuo aumento di visitatori”.

“In una lontanissima e felice epoca il Comune di Lucca si dotò di un Museo del costume e del tessuto e di un Museo di storia naturale, oggi si preferisce, quasi fossero rotture di scatole da togliersi di torno, piazzare le collezioni naturalistiche presso i comuni della provincia, pur di non doverle esporre. Alla faccia del cambiamento! La Provincia farà certo sapere che le sale servono chissà per quali utilizzi, ma ci permettiamo di far notare che il Palazzo Ducale fu una reggia in cui ebbe sede il governo di uno degli stati, il Ducato di Lucca, creati o restaurati dal Congresso di Vienna; in sostanza non crediamo che non vi sia luogo più adatto di un palazzo che è parte della storia delRrisorgimento, per ospitare un museo storico che si occupa di far conoscere tale decisivo periodo della storia nazionale. Nel risorgimento Lucca ebbe un ruolo importante e questo è testimoniato da personaggi come Francesco Carrara, Antonio Mordini, Luigi Norfini, Tito Strocchi, Augusto Conti, Giuseppe Giusti e tanti altri”.

“Per altro il Palazzo Ducale non è valorizzato e conservato in modo decente, con i cortili sommersi dalle automobili parcheggiate, i loggiati pieni di biciclette e motociclette, le catene staccate e lasciate per terra, i quadri sfondati nei quartieri di parata, i materiali ammucchiati negli androni e l’osceno ammasso di materiali quando esso diviene il retropalco del Summer Festival – conclude Per Lucca – Il presidente della Provincia, prima di chiudere i musei dovrebbe aprire alla città un concorso di idee per capire come conservare e valorizzare il bellissimo palazzo, il quale deve certo restare un luogo vivo, come sempre è stato nella sua storia, ma dove l’utilizzo quale centro amministrativo non possa essere disgiunto da quello culturale e storico, che da sempre è presente; ai tempi del Ducato, il palazzo non ospitava solo i ministeri e la corte, ma anche istituti di cultura come la Biblioteca Palatina, il gabinetto di storia naturale e la pinacoteca”.