La manifestazione popolare
|Il corteo per il 25 aprile non sfida il divieto della questura: breve stop attraversando il Fillungo
Slogan contro la Meloni, il governo e anche il questore durante la manifestazione partita in mattinata da piazzale Ricasoli
Si è svolto, tutto sommato, seguendo il tragitto stabilito dalla questura, il corteo popolare del 25 aprile, a cui era stato interdetto il passaggio da via Fillungo per motivi di sicurezza. Solo durante l’attraversamento da via Mordini a via degli Angeli, il corteo ha sostato alcuni minuti, per gli interventi dei rappresentanti dell’assemblea del 25 aprile.

Stamani alle 9, i manifestanti si erano trovati alla stazione di Lucca, come luogo simbolo della protesta, dove lo scorso settembre alcuni rappresentanti della manifestazione avevano interdetto il traffico ferroviario.

“Anche quest’anno siamo in piazza per il 25 aprile ed abbiamo scelto di partire dalla stazione di Lucca proprio per denunciare la deriva repressiva che c’è stato in questo anno di mobilitazione, quando il 22 settembre scorso, fummo identificati per il blocco dei binari – dichiara Nicoletta Gini, dell’Assemblea 25 aprile -. Quest’anno partiamo dalla stazione quindi e ci è stata prescritta via Fillungo, non potremmo passare da via Fillungo, e denunciamo questa deriva repressiva che di fatto impedisce di manifestare”.

Della stessa opinione anche l’altro rappresentante dell’Assemblea del 25 aprile, Giulio Strambi: “Certo, c’è la amarezza per questi divieti che sembrano essere un piano di repressione che va avanti in tutto il nostro paese. Noi comunque rivendichiamo la lotta partigiana, rivendichiamo la resistenza, diciamo che in tutto il mondo in questo momento ci sono restistenze di popoli che si stanno difendendo da aggressione. Noi siamo al loro fianco ed in particolare al fianco del popolo palestinese”.
Proprio ieri (24 aprile), il parlamento ha approvato con una seduta fiume durata due giorni, il nuovo decreto sicurezza.

È particolarmente significativo perché la prescrizione del questore di Lucca si inserisce proprio in questo quadro – spiega Rino Capasso -. Il decreto prevede il fermo preventivo di 12 ore, non per persone che hanno commesso reato, ma per persone che ipoteticamente potrebbero creare problemi in manifestazione pacifiche. Viene violata la libertà personale, la libertà di manifestare e di dissentire e prevede anche un premio per la remigrazione. Il questore di Lucca ci impedisce di passare per via Fillungo, ma la Costituzione dice: solo per comprovati motivi di incolumità pubblica e di ordine pubblico. Ma dovrebbero essere motivi specifici legati a quella giornata, non può essere un divieto generale e astratto. Questo è il clima politico che stiamo vivendo”.

“Il 25 aprile per noi non è una ricorrenza, ma significa lottare contro tutti quegli elementi di fascismo che si possono ritrovare nella nostra società e che sono in crescita – ricorda Matteo Pelleriti -. Quindi l’autoritarismo, quindi la stretta sulla libertà di sciopero, di manifestazione in primis e poi anche contro un potere politico che ci sembra dipendere sempre di più da quello economico”.

E’ stata portata in corteo una barca dei pescatori di Vada, che rappresenta la solidarietà portata dalla flottilla lo scorso ottobre e che partirà nuovamente a fine maggio. Previsto anche un convoglio per Cuba.
Piccole tensioni quando la fila di persone, 3-400 in totale, ha attraversato via Fillungo per arrivare a via degli angeli. In quel momento i rappresentanti del corteo hanno deciso di fermarsi, per ricordare la scelta della Questura di interdire il passaggio da via Fillungo e sottolineando a loro avviso, che ciò sia dovuto alla presenza di numerosi turisti in città.Una scelta politica, secondo i manifestanti “fatta esclusivamente per tutelare gli interessi economici dei commercianti del centro storico”.

La manifestazione si è poi fermata sotto Palazzo Santini, sede del consiglio comunale di Lucca dove una rappresentante della squadra femminile Trebesto ha raccontato che le giocatrici e i giocatori della squadra poploare sono costrette da tempo a farsi la doccia fredda, perché ancora non è stata riparata la caldaia.
La lunga fila di persone ha poi raggiunto piazza San Michele, dove si sono tenuti gli interventi dei diversi rappresentanti.







