L'assise
|Ottant’anni di Consiglio, dall’ex sindaco Fazzi un ritratto di Silvana Sciortino e Ornella Vitali
Nelle parole dell’ex primo cittadino il carisma della capogruppo del Pci e della presidente del consiglio comunale e assessora al sociale
È stato uno dei momenti più alti del consiglio comunale dello scorso 24 aprile, quello convocato per celebrare gli 80 anni del consiglio comunale eletto a suffragio universale.
Quello dell’ex sindaco e consigliere comunale Pietro Fazzi, che ha parlato, a testimonianza diretta, di due delle donne che hanno fatto la storia dell’assise cittadina, Silvana Sciortino, scomparsa nel 1990, e Ornella Vitali Panier Bagat, classe 1930.
Questo il suo intervento integrale.
Occorre “continuare a valorizzare il ruolo delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro”.
Con queste parole, nel giorno della Festa della Donna, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato gli 80 anni del voto alle donne. La prima volta fu alle amministrative del 10 marzo 1946, e poco dopo, a giugno, col voto determinante delle donne, venne scelta la Repubblica.
Il voto alle donne è stata una conquista nella direzione dell’uguaglianza e dell’inclusione dopo i vent’anni di dittatura fascista e “fu – sono ancora le parole del Presidente della Repubblica Mattarella – un’autentica rivoluzione, che poneva fine a una secolare storia di discriminazione”.
Tuttavia, se è innegabile che “la Repubblica ha dato molto alle donne, le donne hanno dato molto alla Repubblica, l’equilibrio non è ancora alla pari” e noi cittadini siamo oggi siamo stati invitati a render loro omaggio insieme al Consiglio Comunale.
Il libro sulla storia del Consiglio Comunale di Lucca ci informa che dal 1946 al 2012, si sono seduti in questo consesso 412 rappresentanti e, di questi, 41 sono state donne: il dieci per cento. Non è tanto e c’è da chiedersi quante sarebbero state, e quante sarebbero oggi, le donne elette senza l’introduzione, nel 1993, delle “vituperate” quote rosa.
Sono entrato in Consiglio Comunale a ventisette anni come Indipendente nella lista della DC. Nei primi mesi della Consiliatura, il Capo-Gruppo era l’ingegner Franco Fanucchi, ex fucino, imprenditore, amministratore esperto e deciso essendo già stato assessore all’urbanistica e sindaco. Io, come segretario del Direttivo del Gruppo Consiliare, avevo un punto di osservazione interessante.
A capo del Gruppo consiliare del Partito Comunista c’era Silvana Sciortino.
Occhi neri, sguardo profondo, capelli corti, sempre curata ma senza fronzoli.
Era in Consiglio da cinque anni e padroneggiava con sicurezza gli argomenti in discussione. Spesso, rispondendo ai miei interventi, esordiva così: “Giovane Fazzi, …lei sa bene che…” Un segno di attenzione e di simpatia che accompagnava la schiettezza delle sue parole e che apprezzavo e cercavo di ricambiare senza rinunciare a mia volta alla stessa rispettosa schiettezza.
Credo di poter dire che era una donna pienamente consapevole di sé. Sarei tentato di parlare di un suo fascino. Ma credo che andrei fuori strada, che farei un torto a ciò che Silvana Sciortino era e rappresentava. La Consigliera Comunale Silvana Sciortino era dotata di un carisma “oggettivo” ed era consapevole della sua autorevolezza.
Proverò a dirlo con un piccolo episodio al quale ho assistito personalmente.Verso la fine di un quinquennio travagliato, Franco Fanucchi era tornato a fare il sindaco e aveva messo mano al progetto di quella che allora si chiamava la “Grande Viabilità”. Il tema infrastrutturale rispetto al quale l’intero territorio di Lucca e della Piana, già allora, era in grave ritardo.
L’Amministrazione Comunale aveva investito moltissimo per elaborare una proposta complessiva, con il supporto di professionisti esterni, e voleva portarla in discussione.
Un pomeriggio, prima dell’inizio di una seduta, Silvana Sciortino si rivolse al Sindaco che entrava nella Sala Consiliare: “Sindaco! Caro sindaco, dobbiamo parlare. …Non è che vi aspettate che noi Gruppi d’opposizione possiamo, con le sole nostre forze preparare una contro-proposta degna di questo nome, vero? Non abbiamo le risorse per farlo!”. Fanucchi fu spiazzato ma restò sereno; si prese il tempo dei pochi passi per raggiungerla, e le si avvicinò, io ero con lui. Le sorrise e disse:” Vi va bene se vi metto a disposizione gli uffici dell’urbanistica?” E così fu che qualche mese dopo il PCI portò in Consiglio Comunale la sua proposta di tracciato, corredata di elaborati grafici e relazioni. Era in contrasto radicale con quella che allora era gradita alla SALT che voleva un attraversamento indisturbato del territorio, sopraelevato quasi per intero. Invece, la proposta presentata da Sciortino era tutta a raso, con una serie di rotonde per garantire il drenaggio del traffico verso l’esterno e la distribuzione nelle varie zone di quello in ingresso. A onor del vero, quella stessa filosofia progettuale guidò, anni dopo, la soluzione approvata dal Consiglio Comunale prima nel Piano Strutturale del 2001 e confermata nel Regolamento Urbanistico del 2004.
L’andai a trovare al Campo di Marte a fine ‘89. Fu un incontro abbastanza breve, qualche sguardo e poche parole. Mi sembrò in contrasto con la loquela della Consigliera. Nel tempo ho imparato a capire il valore di quei silenzi.
La professoressa Ornella Panier-Bagat Vitali è la seconda donna della quale voglio rendere testimonianza in questa occasione importante alla quale il Presidente Enrico Torrini ci ha chiesto di intervenire.
Mi è più difficile parlare di lei a causa delle tante esperienze condivise, per l’affetto e per l’amicizia che ci unisce: con più generosità da lei per me, di quanto io non lo sia per lei. Del resto, non è una novità di oggi che io sia egoista e burbero… “e scrivo e scrivo e ho molte altre virtù”.
Inoltre, sono certo che lei “vorrà sapere”, leggere o ascoltare tutto quello che dirò, per filo e per segno. E non intendo rischiare le sue amorevoli critiche.
Anche la professoressa Vitali si è imposta per il suo indiscutibile carisma (ma anche fascino, suvvia!).
Liberale militante – una che arringava gli operai FIAT davanti allo stabilimento di Mirafiori – ha rappresentato a Lucca il Centro Destra nel suo periodo più autenticamente liberale. Ornella Vitali non è il tipo va contro-corrente, lei si muove e pensa a prescindere da ogni corrente. È autonoma e si è sempre fatta carico delle conseguenze anche negative delle sue scelte. Non so se è a causa più delle sue radici liberali o della forte personalità, ma anche la sua Fede è quella di una Cattolica-Laica autentica, sideralmente lontana da ogni forma di clericalismo.
Durante il mandato del sindaco Lazzarini, quando la maggioranza era saldamente della sinistra, ha presieduto il Consiglio Comunale con competenza e imparzialità riconosciute da tutti. Una volta eletto sindaco, io l’ho voluta da subito con me in Giunta e – insieme alla Città – sono stato ripagato generosamente da una gestione dell’Assessorato al Sociale che è stata esempio di efficienza, dinamismo e innovazione, di attenzione ai più deboli e di vicinanza amichevole e cordiale con tutti, senza distinzioni.
Con Ornella Vitali ho condiviso anche difficoltà e sofferenze ingiuste, causate da sentimenti non nobili di persone meschine, che forse hanno voluto qualificarsi così anche agli occhi di tutta la comunità.
Silvana Sciortino e Ornella Vitali, queste due donne eccezionali, sono state – insieme da altre – protagoniste del nostro Comune e tutti noi lo possiamo e lo vogliamo riconoscere.
Ma non possiamo limitarci a guardare il palcoscenico!
Siamo politici e abbiamo il dovere di andare oltre e più a fondo!
Abbiamo il dovere di dimostrare di conoscere e riconoscere quale fatica in più comporta per le donne anche la partecipazione alla vita pubblica, quanti ostacoli e quanti pregiudizi inaccettabili persistono, anche fra noi.
Di quegli stessi pregiudizi si alimenta anche la violenza di genere.
Per questo, insieme alla giusta soddisfazione per questo momento celebrativo, prendiamo atto che resta ancora tanta strada. Il percorso di effettiva parità – ha detto ancora il Presidente Mattarella – “potrà dirsi concluso quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà ad esserci una perdita di valori e di opportunità per l’intera società”.
Che il Consiglio Comunale di Lucca voglia essere di esempio e andare convintamente in questa direzione.


