L'intervento
|Per Lucca e i suoi paesi: “Incendio sul Faeta, da rivedere i metodi di gestione dei boschi”
La lista civica: “Sta alla Regione prendere atto che qualcosa non funziona e cominciare a valutare le contromisure”
Anche Per Lucca e i suoi paesi interviene sul tema dell’incendio sul monte Faeta.
“L’incendio verificatosi sul monte Faeta segue quello recente del 2022, sulle colline tra i comuni di Lucca e Massarosa, che interessò quasi 1000 ettari e anche, sempre sul Monte Pisano, quello di Calci del 2018, che di ettari ne incenerì oltre mille. Il ripetersi di questi eventi ci pare segnalare con chiarezza che gli attuali metodi di gestione dei boschi siano da mettersi in discussione – dice la lista civica – Vero è che alla base di questi eventi c’è quasi sempre un errore umano, ma va detto che i nostri boschi presentano condizioni tali da favorire il diffondersi del fuoco. Su vaste aree abbiamo infatti presenza di specie arboree che bruciano facilmente, presenza di sottobosco composto da specie arbustive che bruciano altrettanto facilmente e soprattutto presenza molto materiale morto, ovvero di alberi secchi caduti a terra e relative ramaglie”.
“Crediamo dunque che sia necessario riconsiderare l’attuale gestione dei boschi, cosa complessa ma necessaria – prosegue l’intervento – La principale responsabilità politica ed amministrativa è a livello regionale e quindi sta alla Regione prendere atto che qualcosa non funziona e cominciare a valutare le contromisure. Importante sarebbe che i vari settori ed uffici regionali o delegati dalla regione perseguissero obbiettivi comuni e non assumessero, come purtroppo accaduto negli anni, posizioni a volte contraddittorie e tali da sconcertare chi nel bosco ci lavora ogni giorno. Quando Per Lucca ha avuto responsabilità di governo abbiamo cercato di proporre e mettere in atto varie azioni per dare una svolta alla gestione dei terreni agricoli e forestali collinari e montani; ci piace qui ricordare la realizzazione del Piano pilota delle colline lucchesi e il contributo dato alla nascita dei primi consorzi forestali che tentassero di mettere assieme i proprietari privati, gli enti, le aziende agricole e quelle di utilizzazione boschiva”.
“L’elaborazione di strategie per cambiare la politica forestale – conckude Per Lucca – deve partire dall’ascolto in primo luogo dei ricercatori e dei tecnici, in particolare dei professionisti del settore forestale, poi delle aziende, dei cittadini e delle associazioni. In questi anni si è assistito a dibattiti e a successive proposte contrastanti; in mancanza di una sintesi la regione deve prendersi la responsabilità di fare chiarezza e dare un indirizzo chiaro. Come spiegato da molti anziani, la gestione dei cedui e delle fustaie di pino marittimo che si aveva fino a cinquant’anni fa portava a boschi in cui il fuoco avanzava meno facilmente. Molti dei presupposti economici che consentivano un tale modo di agire non sussistono oggi, ma questo deve portarci ad elaborare strategie altrettanto efficaci. Chiediamo dunque alla Regione un’ulteriore assunzione di responsabilità per dare una svolta che è necessaria ed indifferibile”.


