Logo
Riforma degli istituti tecnici, protesta anche a Lucca: “La scuola non sia subordinata al mercato”

Giovani Comunisti/e e Potere al Popolo saranno al presidio in piazza San Michele e in corteo fino all’Ufficio scolastico provinciale: nel mirino la riforma Valditara, il modello 4+2 e il sistema Invalsi

Due interventi, a Lucca, a sostegno dello sciopero della scuola e della manifestazione in programma domani (7 maggio) contro la riforma degli istituti tecnici promossa dal ministro Valditara e contro il sistema Invalsi. A prendere posizione sono la Federazione di Lucca dei Giovani Comunisti/e e Potere al Popolo Lucca, che annunciano la partecipazione al presidio delle 9,30 in piazza San Michele.

“Come Federazione di Lucca dei Giovani Comunisti/e esprimiamo netta contrarietà alla riforma degli istituti tecnici promossa dal Ministro Valditara. Questa riforma non rappresenta un miglioramento dell’offerta formativa, ma un ulteriore passo verso la trasformazione della scuola pubblica in uno strumento subordinato alle esigenze immediate del mercato del lavoro. Come denunciato da organizzazioni sindacali e realtà della scuola, il rischio concreto è quello di svuotare il ruolo formativo degli istituti tecnici, riducendo gli spazi di cultura generale e indebolendo le discipline di indirizzo in nome di una presunta ‘flessibilità’”, dicono i/le Giovani Comunisti/e.

“La riforma si inserisce in un disegno più ampio che sta modificando profondamente il sistema di istruzione italiano: dalla filiera tecnologico-professionale al modello 4+2, fino al rafforzamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, con una crescente subordinazione della formazione agli interessi delle imprese”, aggiunge la Federazione lucchese.

“Le critiche sollevate da sindacati come Flc Cgil, Cobas Scuola e Usb evidenziano inoltre l’assenza di un reale confronto con il mondo della scuola e il carattere frettoloso e confuso dell’intervento, che rischia di scaricarsi direttamente su studenti e lavoratori, aumentando disuguaglianze e incertezza nei percorsi formativi”, sottolineano ancora i/le Giovani Comunisti/e.

“Per noi è chiaro: l’istruzione non può essere ridotta ad addestramento al lavoro. La scuola deve garantire strumenti critici, sapere, emancipazione. Per questo ci opponiamo a questa riforma e sosteniamo lo sciopero di domani anche nella nostra città”, prosegue la Federazione. Ci vediamo domani alle 9,30 in piazza San Michele. Difendere la scuola pubblica significa difendere il diritto al futuro”, concludono i/le Giovani Comunisti/e.

Sulla stessa mobilitazione interviene anche Potere al Popolo Lucca, che annuncia il proprio sostegno allo sciopero di domani e la partecipazione alla piazza lucchese insieme a studenti e insegnanti. “Siamo contro il sistema Invalsi e contro la recente riforma degli istituti tecnici (Dm numero 29 del 19 febbraio 2026), che ha reso ordinamentali le poche sperimentazioni del 4+2 che erano partite due anni fa”, dice Potere al Popolo Lucca.

“A Lucca parteciperemo a fianco di studenti e insegnanti al presidio delle 9,30 in piazza San Michele e al corteo fino all’Ufficio scolastico provinciale. Di questa riforma, infatti, sono sicuramente da contestare l’impianto fortemente neoliberale, poiché propone – come già la ‘Buona scuola’ di Renzi – un’idea di scuola improntata su progettazione, competizione e valutazione. Ma anche il classismo di natura gentiliana insito nelle misure previste, che allargano il divario fra istruzione liceale e istruzione tecnica, quest’ultima unicamente preposta alla preparazione di personale specializzato per l’inserimento nel mondo del lavoro”, sostiene Potere al Popolo.

“Da denunciare, inoltre, il feroce piegamento della scuola alle logiche del capitale, per cui gli istituti dovranno rispondere alle esigenze del mercato, fornendo giovani lavoratori flessibili e disposti allo sfruttamento, al lavoro gratuito, al precariato, poco consapevoli dei propri diritti”, prosegue il movimento.

“Altro elemento fortemente critico la riduzione oraria delle discipline scientifiche e letterarie, ritenute evidentemente pericolose in quanto foriere di pensiero critico. La riforma, infatti, prevede un biennio che da comune diventa iperspecializzato, aprendo così il rischio di una selezione degli studenti più capaci nelle discipline di indirizzo e aumentando, di conseguenza, il rischio di dispersione scolastica. A fronte della diminuzione del tempo dedicato alla didattica si prevede ancora una volta l’aumento del numero di ore di formazione scuola lavoro: in virtù di logiche pericolosamente neoliberiste, viene anticipato l’inizio di queste esperienze professionalizzanti quando per la legge italiana a 15 anni non sono ancora possibili contratti di apprendistato”, aggiunge Potere al Popolo Lucca.

“Infine, assolutamente inopportune le tempistiche: con la riforma pubblicata ad iscrizioni ormai chiuse, gli studenti e le loro famiglie a settembre troveranno una scuola diversa da quella che avevano scelto. In questa giornata di mobilitazione Potere al Popolo chiama ancora una volta alla resistenza, schierandosi al fianco di famiglie, studenti e personale della scuola. Diciamo no a un’idea di scuola aziendalistica, al servizio delle classi dominanti e delle élite economiche locali e nazionali. Diciamo no all’indottrinamento bellico dei nostri studenti, conseguenza naturale della militarizzazione delle scuole ormai in atto da tempo, contro la quale diventa legittimo disobbedire”, prosegue il movimento.

“Saremo dunque in piazza a Lucca e in tutte le città italiane per ribadire ciò che ripetiamo da tempo immemore: le nostre scuole sono di chi le vive”, conclude Potere al Popolo Lucca.