L'intervento
|Alfarano (Pd): “Comune incentivi il commercio di vicinato e le botteghe storiche”
Il capogruppo dem e neosegretario comunale: “Visitatori solo in centro, sede di iniziative poco attrattive per un turismo di qualità”
“Commercio di vicinato e tutela delle botteghe storiche: servono contributi concreti e una nuova strategia per distribuire i flussi turistici sul territorio”. Lo dice il capogruppo del Pd in consiglio comunale e neosegretario comunale del partito, Enzo Alfarano.
“Il commercio di vicinato rappresenta un presidio fondamentale per la qualità della vita dei quartieri, per la sicurezza urbana e per la coesione sociale. Per questo riteniamo che l’amministrazione comunale debba mettere in campo misure concrete di sostegno alle attività commerciali di prossimità, attraverso contributi economici, agevolazioni e strumenti capaci di favorire la competitività dei piccoli negozi rispetto alle grandi piattaforme di vendita online e alla grande distribuzione”.
“Le attività commerciali presenti nelle frazioni e nei quartieri periferici svolgono una funzione essenziale non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale. La loro chiusura impoverisce il tessuto urbano e costringe cittadini, soprattutto anziani e famiglie, a spostamenti sempre più lunghi per accedere ai servizi di base. Di concerto ed in modo complementare a ciò, è necessario ripensare la gestione dei flussi turistici. Lucca registra ogni anno numeri importanti in termini di presenze, ma la maggior parte dei visitatori si concentra esclusivamente nel centro storico, divenuto anche la sede di iniziative poco attrattive di un turismo sostenibile e di qualità. Occorre invece costruire percorsi e iniziative che valorizzino anche le periferie con il loro patrimonio artistico, i percorsi naturalistici e le eccellenze enogastronomiche diffuse sul territorio comunale. Si pensi per esempio, e solo a ritolo esemplificativo, al Castello di Nozzano, alla Croce di Brancoli, al Passo di Dante, a tutte le pievi e le ville storiche”.
“Una migliore distribuzione dei flussi turistici consentirebbe, infatti, di generare nuove opportunità economiche per le attività commerciali situate fuori dalle Mura – prosegue Alfarano – alleggerendo al contempo la pressione sul centro storico, avendo dirette e nette ricadute anche sul problema dell’emergenza casa e della gentrificazione del centro storico, con la trasformazione delle periferie in dormitori”.
“Parallelamente, è indispensabile preservare l’identità commerciale del cuore della città. Le botteghe storiche, gli esercizi artigianali e le attività di qualità rappresentano un patrimonio culturale ed economico che distingue Lucca da molte altre destinazioni turistiche. Il rischio di una progressiva omologazione commerciale, con la sostituzione delle attività tradizionali da parte di esercizi privi di legame con il territorio, e su questo i dati che parlano di una perdita del 20% nell’ultimo decennio sono desolanti, deve essere contrastato con strumenti urbanistici e regolamentari adeguati”.
“Per questo chiediamo all’amministrazione di aprire un confronto con le associazioni di categoria, i commercianti e i residenti, al fine di elaborare un piano organico che preveda: contributi e incentivi per i negozi di vicinato nelle periferie e nelle frazioni, progetti di promozione turistica finalizzati a distribuire maggiormente i visitatori sul territorio comunale, misure di tutela e valorizzazione delle botteghe storiche e delle attività commerciali di qualità presenti nel centro storico ed iniziative di marketing territoriale che mettano concretamente in rete centro e periferie”.
“Il commercio locale non è soltanto un settore economico – conclude – è un elemento fondamentale dell’identità di Lucca e della qualità della vita dei suoi cittadini. Per questo merita politiche coraggiose e una visione di lungo periodo”.


