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Salviamo la nostra acqua: “Pardini mantenga la promessa di resistere fino in fondo per salvare Geal”

L’associazione di cittadini: “Finora nessuna sentenza definitiva nega la salvaguardia, la decisione del Tar può ancora essere ribaltata”

“Il sindaco mantenga la parola di combattere fino alla fine per mantenere la gestione dell’acqua nelle mani del Comune di Lucca, invece che abbandonarla ad enti pletorici diretti da altri”. Così la pensa il comitato Salviamo la Nostra Acqua. 

“Il Consiglio di Stato – dice il comitato – non si è mai pronunciato sulla questione legata alla sussistenza dei requisiti per l’accesso alla salvaguardia in riferimento al contesto lucchese. L’unico pronunciamento del Consiglio di Stato sulla materia è stata la sentenza 3300 dello scorso 28 aprile, che ha dato ragione al Comune di Lucca, riconoscendo il suo diritto sotto il profilo giuridico di richiedere il riconoscimento della salvaguardia, cioè il diritto di continuare a gestire in autonomia, su base comunale, il servizio idrico lucchese. Chiarita quindi la legittimazione del Comune a richiedere la salvaguardia, occorre chiarire se questa può essere riconosciuta: se cioè la gestione del servizio idrico lucchese ha saputo garantire i requisiti di eccellenza richiesti affinché un Comune possa continuare a gestire in autonomia la propria acqua (fonti qualitativamente pregiate, sorgenti in aree paesaggistiche, tutela del corpo idrico)”.

“E su questa questione – prosegue il comitato – ad oggi abbiamo solo una sentenza non definitiva: la pronuncia del Tar Toscana 785 dello scorso 27 aprile, che ha negato, attraverso l’affermazione di argomentazioni che non trovano conferma in alcun precedente del Consiglio di Stato, la sussistenza dei requisiti richiesti in riferimento al contesto lucchese. Ma questa è, lo ripetiamo ancora per i distratti e per coloro che sono in malafede, solo una sentenza di primo grado, che, se appellata, potrebbe essere completamente riformata dal Consiglio di Stato. Cosa peraltro già accaduta con alcuni piccoli Comuni del Piemonte che, soccombenti avanti al Tribunale amministrativo regionale, hanno però avuto la coerenza (e il coraggio) di portare la causa avanti al Consiglio di Stato, che si è pronunciato infine ribaltando la pronuncia del primo giudice e riconoscendo la salvaguardia”.

“In questo contesto, il nostro appello non può che essere il seguente – conclude il comitato – Il sindaco di Lucca rispetti la promessa presa di portare fino all’ultimo grado di giudizio la battaglia legale per la salvaguardia dell’acqua lucchese e impugni l’unica sentenza sfavorevole fino a oggi arrivata al Comune di Lucca”.