L'intervento
|Manifattura sud, l’ex sindacalista Cgil Franchi: “Sul progetto serve un percorso partecipato e democratico”
Riparte il dibattito sulla struttura dismessa: “Da privilegiare una riappropriazione pubblica, no alle speculazioni”
“Manifattura sud, riparte la speculazione?”. A chiederselo è l’ex sindacalista Umberto Franchi, già schierato cinque anni fa contro il progetto Coima.
“Visto che nel passato tra i soggetti finanziatori erano stati indicati anche la società partecipata del ministero dell’economia Invimit, (specializzata nella valorizzazione immobiliare pubblica) – commenta Franchi – mi viene da pensare: vuoi vedere che siamo di nuovo in presenza di un’operazione speculativa?“.
“Ricordo all’amministrazione del sindaco Pardini, che come comitati interessati alla rigenerazione e riuso dello stabile e dell’area interessata nel passato abbiamo raccolto 1400 firme certificate e chiesto un confronto con la giunta Tambellini, che non c’è stato. Credo che anche la giunta Pardini dovrebbe agevolare quel tentativo che già, come associazioni e comitati, chiedemmo all’amministrazione precedente, al fine di definire un percorso partecipato e democratico con il mantenimento pubblico di quell’area ex Manifattura tabacchi con la definizione dei contenuti del progetto, in conformità con i valori, la storia e la memoria che ancora rappresenta la ex Manifattura tabacchi”.
“Ricordo ancora che come comitati durante il 2020/21 – prosegue – sostenevamo la necessità di perseguire tutte le strade per una riappropriazione pubblica, da parte del Comune, di tutta la struttura, anche cercando di recuperare, nel rispetto della legislazione vigente, la parte svenduta a privati, per rispondere in primo luogo ai bisogni sociali, ambientali e culturali della città a partire dalla domanda di spazi sociali di aggregazione autogestita, luoghi scolastici moderni, laboratori per musica e attività multimediali, sale per iniziative politiche e culturali e altri servizi per la comunità, tutti gratuiti”.
“Ricordo infine all’amministrazione di centrodestra, che la Manifattura rappresenta una parte importante della nostra memoria e della nostra storia – conclude – La ex Manifattura tabacchi era una industria manifatturiera di eccellenza, dove si sono accumulate esperienze di lavoro industriale femminile, di donne indipendenti, che con le lotte sociali e sindacali nel corso di decenni, hanno contribuito a fare crescere economicamente e culturalmente la città di Lucca ed il suo territorio. Memoria che non va cancellata ma va mantenuta. In questo ambito proponemmo anche un museo del lavoro. Proposta che ritengo ancora valida, perché, con particolare riferimento al lavoro femminile sarebbe utile mantenere la memoria storica, anche come contributo alla realizzazione di progetti di occupazione di qualità per il presente”.


