L'intervento
|Scontro Comune-tassisti, il centrosinistra: “Pardini e Granucci tornino alla concertazione”
No al muro contro muro con la categoria dopo la parziale sconfitta al Tar sul tema licenze: “L’arroganza lasci il passo alla politica”
“Una città non si amministra solo con le foto con gli ospiti famosi che arrivano per gli eventi o i sorrisi alle feste e alla sagre: quel che è accaduto nel braccio di ferro di Pardini e Granucci coi tassisti lucchesi dimostra la loro assoluta incapacità di concertare e governare con efficacia il cambiamento. Incapacità che pagheranno le lucchesi e i lucchesi: col nuovo bando bloccato almeno fino a febbraio, dopo la sospensiva emessa dal Tar; e con le spese legali, che erano evitabili, e che peseranno sulle spalle non di Pantalone, ma semmai delle cittadine e dei cittadini già tartassati dagli aumenti continui della giunta. Quindi, dopo il primo round giudiziario vinto dai tassisti, torniamo a chiedere all’amministrazione comunale quello che già provammo a consigliare – senza essere minimamente ascoltati – lo scorso febbraio: di dimostrare maggiore ragionevolezza e di riaprire un dialogo con le categorie dei tassisti e le altre categorie economiche coinvolte, per addivenire ad un accordo più evoluto e che non umili alcuna posizione”. Sono i consiglieri comunali delle liste del centrosinistra Pd, Lucca Futura, Sinistra con Lucca-Sinistra civica ecologista, Lucca è un grande noi, Lucca civica-Volt-Lucca é popolare ad intervenire sulla sentenza del Tar che in prima istanza ha dato ragione ai tassisti e che ha bloccato il nuovo bando voluto da Pardini e Granucci.
“Se il tribunale amministrativo regionale ha deciso la sospensiva, evidentemente i taxisti non avevano proprio tutti i torti a far valere le loro ragioni – scrivono i consiglieri – Certo, non siamo alla sentenza di merito. Però noi auspichiamo che la strada dell’arroganza e del braccio di ferro voluta da Pardini e Granucci lasci finalmente il passo alla politica e alla concertazione, come d’altronde andava fatto da subito, evitando le aule dei tribunali. Perché l’amministrazione comunale ha dimostrato tutto questo irrigidimento nei confronti della categoria dei tassisti lucchesi, che l’ha portata fino ad andare a sbattere di fronte ai giudici? Noi da parte loro abbiamo sempre apprezzato lo spirito propositivo, che non si è mai opposto a prescindere all’aumento del numero delle licenze, ma che semmai ha avanzato numerose proposte per migliorare il servizio: dalle licenze per mezzi elettrici ed ecologici, all’impegno per introdurre corsie preferenziali per i veicoli, alla possibilità di incentivare prezzi agevolati – come già accade in molte città – per le tariffe di chi utilizza i taxi per una maggiore sicurezza personale negli orari notturni, all’opportunità di prevedere concessioni stagionali. Nulla è stato però accolto”.
“Ci auguriamo che dopo questa batosta il sindaco e l’assessora Granucci dimostrino finalmente ragionevolezza e riaprano la discussione con questa categoria, così come con Cna e Confartigianato, per addivenire ad un accordo più evoluto che non umili alcuna posizione. In ballo c’è la dignità dei lavoratori, ma soprattutto la qualità del servizio offerto a tutte e tutti i cittadini e cittadine, così come ai turisti. Nessuno di noi, a partire dai taxisti, è contrario all’aumento delle licenze. Chiediamo semmai una concertazione vera, capace di riaprire la questione, e di mettere al centro pure le problematiche sollevate dalla categoria, dalla Cna e da Confartigianato. D’altronde ci risulta sia la stessa Autorità regolatoria dei trasporti a chiedere un ulteriore approfondimento circa lo studio di settore già effettuato dall’amministrazione comunale, che nonostante sia costato 21mila euro risulta incompleto. Da risolvere, tra l’altro, la questione del numero di telefono per le chiamate dei taxi, che dovrebbe essere gestito dal Comune e che non risulta presidiato. Così pure come il controllo delle licenze già in essere, necessario tanto più dopo le segnalazioni della categoria”.


