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Il sindaco difende la decisione: “Con il contenzioso in corso nessun investimento. Otterremo garanzie su occupazione, lavori e tariffe”

Geal confluirà in Gaia e il Comune chiederà (e ritiene di poter ottenere) tutte le garanzie sul fronte degli investimenti, del personale, della territorialità e delle tariffe che salvaguardino i propri cittadini. 

È ufficiale anche nelle parole del sindaco quello che ormai era chiaro nei fatti: non ci sarà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha negato la salvaguardia a Geal come gestore comunale della risorsa idrica. L’occasione dell’incontro a Palazzo Orsetti per i 4 anni da sindaco è servita per fare ulteriore chiarezza.

La politica non cambia idea o si adatta all’umore o al consenso – dice il primo cittadino – L’idea era tutelare al massimo le nostre aziende partecipate e lo confermiamo. Geal è un fiore all’occhiello delle nostre partecipate, ma si trova in un contesto normato in maniera chiara. Abbiamo cercato di mantenere l’autonomia attraverso un ricorso: strada che sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stata difficile. Siamo arrivati all’idea che, visto come sono andate le cose, un ultimo ricorso non avrebbe avuto senso, anche in base alle ultime sentenze. Quindi non faremo ricorso al Consiglio di Stato. Questo non significa affatto che abbiamo cambiato idea ma che la politica deve sapere prendere le decisioni sulla base di quello che abbiamo davanti. Io non faccio un’azione amministrativa perché poi la gente mi voti, ma la faccio perché è giusto farlo o no. In questo caso non dico che il ricorso sarebbe temerario, ma sarebbe quantomeno dall’esito molto dubbio. E poi come obiettivo sarebbe solo quello di far ripartire semplicemente l’iter dall’inizio laddove l’organo che deve decidere, l’Ait, si è già espresso in maniera unanime”

A questo punto tutto confluisce verso la trattativa per l’ingresso in Gaia. “La trattativa con Gaia? Non è mai venuta meno – spiega Pardini – Ho sempre detto che erano due binari paralleli rispetto al ricorso. Quanto alla scelta dell’ambito avremmo potuto cambiare a suo tempo conferenza territoriale ma non lo abbiamo fatto. Noi abbiamo provato fino all’ultimo di mantenere in vita Geal, fino alla decisione recente di non fare ricorso. E non è vero che non farlo ci rende più deboli nella trattativa. Sono certo che alla fine l’ingresso nella nuova società avverrà nel migliore modo e nelle migliori condizioni possibili“.

Quali? “La maniera migliore è quella di entrare con un importante peso nella società. Come Comune di Lucca abbiamo già avuto un vantaggio: saremmo infatti dovuti confluire in Gaia  nel gennaio del 2026 mentre per ora le entrate di Geal vanno ancora al Comune di Lucca, sia come canoni sia come utili. È difficile che il passaggio a Gaia, a questo punto, avvenga entro il gennaio 2027 quindi Lucca ha avuto dell’altro tempo di autonomia e salvaguardia. Quello che faremo è chiedere delle garanzie per i dipendenti, di rappresentanza territoriale, per gli investimenti e per le tariffe. Quando entreremo lo faremo con tutte le tutele del caso: tutte queste garanzie la città le avrà”.

Quanto entra al Comune per la ‘vendita’ di Geal? “Quelle del concambio – spiega Pardini – sono norme tecniche legate anche alla due diligence su Gaia che ovviamente faremo fare. Sicuramente ci sarà una rimanenza di cassa per il Comune di Lucca, cifre che è prematuro prevedere, ma che comunque sono importanti. Quei soldi verranno usati per ulteriori investimenti“.

Quanto ai tempi nulla, al momento, è certo: “Verremo convocati da Ait nel mese di luglio. I tempi tecnici non consentiranno in questi sei mesi di concludere l’iter. La prospettiva di vita di Gaia è il 2034, nell’arco temporale di vita della società siamo certi che gli investimenti stabiliti al momento del passaggio di Geal. L’eventuale nuovo ricorso avrebbe invece bloccato ogni tipo di investimento ed anche questo lo abbiamo dovuto mettere sul piatto della bilancia, visto che c’era anche l’ipotesi del commissariamento, che avrebbe tolto al Comune ogni potere anche nello stabilire il futuro”.

Pardini ammette che, anche fra i legali, le posizioni sono state di diverso tipo sulla decisione da prendere, ma alla fine ha prevalso la decisione e il ragionamento del sindaco che guarda in prospettiva: “Il vero momento in cui potevamo provarci a far proseguire la vita di Geal – ammette – era quello dell’approvazione della legge regionale. Sembrava anche che fosse una posizione bipartisan, per un allungamento al 2034, ma alla fine così non è stato”.

Infine una nota sulle voci, seccamente smentite, sull’ipotesi Del Ghingaro alla guida di Gaia: “È fantapolitica – chiude Partini – il nome del presidente di Gaia. Il cambio di presidenza, se succederà, avverrà fra un anno e mezzo o due. Non credo che nessuno metterebbe sul piatto della bilancia una ipotesi così aleatoria e lontana nel tempo”.