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Pardini e il passaggio a Fdi: “Far parte di un partito può migliorare l’azione amministrativa, ma resterei quel che sono”

Il sindaco guarda al 2027: “Mi siederò con tutti quelli interessati a portare avanti un progetto”. Vicesindaco: potrebbe essere di FI

Non si sottrae neanche alle domande sul suo futuro politico il sindaco Mario Pardini. Anche se lo scacchiere politico, di qui al 2027, potrebbe inevitabilmente cambiare e rendere difficili anche le previsioni.

Fatto sta che, non è un mistero, Pardini sta pensando al passaggio da sindaco civico a sindaco politico sotto le insegne di Fratelli d’Italia, che punterebbe su di lui per conquistare un capoluogo di provincia in Toscana. 

Innanzitutto Pardini conferma la volontà di ambire a un secondo mandato: “Un sindaco uscente dopo un mandato – dice – o decide che non può o non vuole più farlo oppure si sente un po’ a metà di un’opera. Il mio obiettivo è quindi ripresentarmi. Poi ci si confronterà con i partiti e i movimenti civici: è la ratio logica delle cose. Ovviamente bisogna fare sempre meglio e di più ma l’obiettivo è quello di portare avanti dal 2027 in poi quando già messo in cantiere durante questo mandato“.

Sulla coalizione, che ha vissuto una piccola fibrillazione con l’uscita dalla maggioranza di Elvio Cecchini, già consigliere civico ora referente cittadino di Azione, punta sulla concretezza: “Le amministrazioni locali – dice – devono puntare a realizzare le cose, trovare unità di intenti fattiva nelle cose. Ecco perché abbiamo portato avanti per 4 anni il programma con le civiche e i partiti: era una cosa su cui ci misi la faccia, garantendo che non sarebbe stato solo un accrocchio elettorale. Ci si trovò d’accordo perché eravamo uniti su punti programmatici che condividevamo. La mia intenzione è muoverci su questo binario. Io non so davvero se la coalizione può essere allargata: l’obiettivo è arrivare alla campagna elettoralenella migliore condizione possibile, ma questo non solo per vincere ma per riuscire poi a fare delle cose presenti nei programmi”.

Infine il passaggio paventato a Fratelli d’Italia: “Sono convinto – spiega – che solitamente succede che un sindaco civico arrivi a un punto e possa guardare ai partiti: io credo molto nei partiti, c’è sempre più disintermediazione e questo fa perdere il concetto a livello pratico di quello a cui serve un partito. Il sindaco inizialmente civico può così guardare con interesse a un partito e può avere così più forza. Non sono ad annunciare niente ma è una possibilità che c’è.  Le cose non si fanno per farle, ma se uno reputa se uno pensa che l’azione amministrativa così migliori. Non cambierebbe comunque la mia modalità di presentazione: io sono Mario Pardini e tale resto, a garanzia di inclusione e di ascolto, per poi riuscire a fare le scelte migliori”.

“Continuerò a comportarmi come mi sono sempre sempre comportato – dice – Ci sarà la lista civica, ci saranno i partiti: quanti partiti (l’attenzione è ovviamente ad un eventuale rapporto con Futuro Nazionale, ndr) saranno e quali è prematuro dirlo. Mi siederò con tutti quelli interessati a portare avanti un progetto. Il progetto nostro è chiaro ed è sotto gli occhi di tutti. Difficile venire a chiederci di fare qualcosa di diverso rispetto a quello che si è già visto in questi anni. Poi ci sono tematiche nazionali che condizioneranno ovviamente le scelte. Ma la forza dell’amministrazione è che bisogna basarsi sul territorio e sulla concretezza”.

Un cenno, infine, alla questione vicesindaco da nominare per l’ultimo anno di mandato. Toccherebbe a Fratelli d’Italia, ma… “Il vicesindaco sarà politico – chiosa elegamente Pardini – e non di un partito che l’ha già fatto”. Non escluso, dunque, anche per superare un certo qual problema di scelta nel partito di Giorgia Meloni fra Moreno Bruni e Nicola Buchignani, esponenti di ‘correnti’ diverse, che alla fine la spunti l’attuale assessore in quota Forza Italia, Remo Santini.