La mobilitazione
|Biblioteca popolare San Concordio, proposta una nuova convenzione: c’è l’assemblea pubblica
Nuove condizioni di affitto, meno spazi e trasloco al piano superiore: “Ne discutiamo con chi ci ha supportato in questi anni”
Assemblea pubblica sul futuro della Biblioteca popolare. È in programma lunedì (6 luglio) alle 21 nella sede di via Urbiciani.
“La Biblioteca popolare quartiere San Concordio – spiegano i promotori – dal 2012 rappresenta nel nostro quartiere e nella nostra città uno spazio libero, indipendente, autonomo e autogestito, antifascista, antirazzista e antisessista. Un presidio culturale, sociale e politico, un luogo di resistenza, confronto e dibattito; un luogo di lotta per la giustizia sociale e ambientale, grazie alle molteplici attività e iniziative che in tutti questi anni sono state portate avanti. Quando la sua stessa esistenza è stata minacciata, un forte movimento popolare, innanzitutto di quartiere, ma che si è allargato alla città, all’intera provincia e anche oltre, ha dato origine alla campagna La biblioteca popolare non deve chiudere. Tre passaggi da ricordare di quella campagna che ha fatto sì che la Biblioteca resistesse e ha permesso che a tutt’oggi la sua attività continui: la grande assemblea pubblica del 10 aprile con centinaia di persone intervenute per conoscere la situazione e dare il proprio appoggio; la grandissima e bellissima manifestazione dell’1 maggio che ha visto sfilare nel quartiere San Concordio oltre 500 persone dietro lo striscione La biblioteca popolare non deve chiudere; la raccolta firme per il rinnovo della convenzione e l’assegnazione alla Biblioteca del proprio spazio in maniera stabile, con oltre 1800 firme firme cartacee validate con documento.
“Una grande campagna e mobilitazione per cui ringraziamo tutte/i quelle/i che ci hanno supportato e sostenuto, e che ha ancora un obiettivo da raggiungere: attualmente abbiamo una proroga al 30 settembre, quello che vogliamo è il rinnovo quadriennale della convenzione col Comune – dicono dalla Biblioteca -Il Comune ci offre una nuova convenzione, ma a delle condizioni che vogliamo valutare attentamente e soprattutto discutere con tutte quelle persone e realtà che in questi anni ci hanno supportato e sostenuto. Cambierebbero le condizioni di affitto, diminuirebbe lo spazio, con tutte le conseguenze che questo può avere sulle attività che svolgiamo, e ci dovremmo trasferire al piano superiore dell’edificio, perdendo di fatto l’accessibilità per i disabili”.


