L'intervento
|Summer Festival, duro attacco di Sinistra Italiana: “D’Alessandro parla da padrone, non da patron”
Per il Circolo di Lucca e della Piana serve l’apertura di un percorso partecipato: “Non è l’unica agenzia che organizza eventi”
Un durissimo attacco al patron del Lucca Summer Festival Mimmo D’Alessandro e alla giunta guidata dal sindaco Mario Pardini riaccende il dibattito sulla gestione dei grandi eventi, sul turismo di massa e sul futuro culturale della città. A prendere una posizione netta è il Circolo di Lucca e Piana di Sinistra Italiana, che interviene criticamente dopo le ultime polemiche nate tra l’organizzatore della kermesse musicale e alcune categorie del commercio.
“‘I commercianti dovrebbero amarmi […] io non ho preso niente da loro, ho solo dato’. Mimmo D’Alessandro risponde così alle proposte di un gruppo di commercianti dell’area cittadina interessata al Summer Festival — attaccano i rappresentanti di Sinistra Italiana —. D’Alessandro non parla da ‘patron’, ma da padrone, minacciando per l’ennesima volta di andarsene da Lucca se non si fa come dice lui. Ma questo non è l’aspetto più singolare della vicenda: pare che il tema del Summer Festival – e dei grandi eventi in città – sia da derubricare ad una querelle tra imprenditori che guardano ciascuno al proprio interesse, mentre Lucca sembra solo un fondale per le loro attività, le lucchesi e i lucchesi tutt’al più comparse. E colpisce, ma non stupisce, il silenzio assordante del sindaco Mario Pardini”.
Il partito evidenzia il legame storico tra la manifestazione e la città, contestando la narrazione dell’imprenditore: “Qualcuno dovrebbe almeno ricordare al signor D’Alessandro che nel logo ‘Lucca Summer Festival’ la prima parola non è un accessorio. Forse le sue capacità imprenditoriali gli avrebbero consentito profitti analoghi a Varese o a Latina, ma è un dato di fatto che il Summer nasce e si sviluppa con l’appoggio e il finanziamento delle istituzioni cittadine, a cominciare dalla Provincia, e che a Lucca la sua azienda si è affermata e sviluppata, non altrove. È evidente che la questione dei grandi eventi in una città della bellezza straordinaria e delicata sia un tema che oggi deve essere rimesso a fuoco”.
L’analisi di Sinistra Italiana sposta poi il focus sull’impatto della logistica della manifestazione sugli spazi urbani e sul tessuto sociale: “Si può continuare a prolungare l’occupazione del Campo Balilla? Le chiusure di strade e piazze, e anche di scuole e attività durante Lucca Comics and Games, arriveranno all’occupazione di tutta la città? Una questione che si inserisce in quelle più generali dell’overtourism – negato dalla giunta – e dunque del diritto all’abitazione. La cultura a Lucca si trova schiacciata fra lo show business e le iniziative strapaesane dei cultori di una presunta ‘lucchesità’ e le evocazioni ‘storiche’ di dubbio gusto; fra D’Alessandro & Galli e Santini & Pisani. Manca un’idea di politica culturale, mancano iniziative di valore promosse dall’amministrazione”.
In vista delle prossime scadenze contrattuali, il circolo chiede un cambio di passo sostanziale nelle trattative con la società organizzatrice: “Noi non ci rassegniamo, e si deve cominciare dal prossimo rinnovo dell’accordo per il Summer per porre condizioni e dare indirizzi. Il Lucca Summer Festival può superare il modello esclusivo privato-commerciale focalizzato sui grandi nomi internazionali e sulla vendita dei biglietti, affiancando ai grandi concerti a pagamento una adeguata programmazione di concerti gratuiti all’aperto nelle piazze del centro e di masterclass musicali di alto livello? È possibile mettere in equilibrio l’obiettivo del profitto e l’impatto culturale, l’identità territoriale e la coesione sociale? È possibile immaginare una logistica che non ‘sequestri’ per lunghi periodi parti intere della Città e non interferisca in modo complicato con le attività economiche e sociali?”.
In conclusione, Sinistra Italiana richiama Palazzo Orsetti alle sue responsabilità di governo territoriale, sollecitando l’apertura di un percorso partecipato: “L’amministrazione comunale non può limitarsi – come accade oggi – a fare spallucce o a svolgere il ruolo del ‘sensale’; occorre che si assuma la responsabilità di governare. Con tutto il rispetto, crediamo si debba evitare di avventurarsi in prove di forza e rese dei conti: D’Alessandro & Galli non è l’unica agenzia del mondo a organizzare eventi di questa portata, non ha maturato in questi anni un diritto di prelazione, né ottenuto Lucca in comodato, e al Comune non è vietato di guardarsi intorno. Si apra una stagione di ascolto fra tutti i portatori di interessi e i cittadini lucchesi tornino ad essere al centro del confronto: spetta solo a loro decidere se Lucca deve diventare o meno quel Luna Park in cui la giunta Pardini la sta trasformando”.


