Grandi eventi in città, Lucca è un grande noi: “Sono una risorsa, ma la città viene prima di tutto”
Secondo la lista civica, quando cresce il disagio di una parte così ampia della città, la politica ha il dovere di interrogarsi e trovare soluzioni condivise.
La lista civica in Consiglio comunale, Lucca è un grande noi, si interroga sulla questione dei grandi eventi in città, a margine della conclusione dell’edizione 2026 del Lucca Summer Festival. Secondo la lista di opposizione, occorre riflettere sui correttivi richiesti dai cittadini senza nulla togliere al valore delle varie manifestazioni che hanno reso celebre la nostra città. Lucca è un grande noi chiede all’amministrazione comunale di fare tesoro di queste osservazioni per migliorare la vivibilità, l’accessibilità e la gestione degli spazi pubblici del centro storico e non solo, durante lo svolgimento delle manifestazioni.
“L’edizione 2026 del Lucca Summer Festival si avvia ormai alla conclusione – scrivono dalla lista civica -. Come spesso accade, con lo spegnersi delle luci del palco probabilmente si attenueranno anche le polemiche di queste settimane. Sarebbe però un errore archiviare tutto come una parentesi estiva destinata a essere dimenticata. Proprio questo è il momento giusto per aprire una riflessione seria e condivisa, capace di trasformare le criticità emerse in un’occasione di miglioramento. Le richieste di correttivi avanzate da commercianti, residenti, associazioni e da tanti cittadini non possono essere ignorate o rinviate alla prossima estate: devono diventare fin da ora il punto di partenza per ripensare il rapporto tra il festival e la città.
E questa riflessione è ancora più urgente perché tra poche settimane inizieranno i lavori preparatori per un altro grande appuntamento che coinvolge profondamente Lucca: Lucca Comics & Games. Anche in questo caso nessuno mette in discussione il valore della manifestazione, che rappresenta un patrimonio culturale e un elemento di straordinaria attrattività per la città. Proprio per questo, però, è necessario che l’amministrazione sappia fare tesoro delle osservazioni emerse negli anni da parte dei residenti del centro storico, che hanno più volte richiamato l’attenzione sui temi della vivibilità, dell’accessibilità, della gestione degli spazi pubblici e dell’equilibrio tra grandi eventi e vita quotidiana”.
“Grandi manifestazioni e qualità della vita non devono essere considerate realtà contrapposte – proseguono -. Una città accogliente è quella che sa aprirsi al mondo senza chiedere ai propri abitanti di diventare ospiti nella loro stessa casa. Per questo ogni grande evento deve essere accompagnato da un confronto preventivo e strutturato con chi quella città la vive tutto l’anno. La sfida non è scegliere tra cultura e cittadini, tra turismo e residenti, tra eventi e normalità. La sfida è costruire un modello di città capace di tenere insieme tutte queste dimensioni, perché il successo di una manifestazione non può mai prescindere dal consenso e dal benessere della comunità che la ospita”.

“Quando si parla di trovare un accordo tra organizzatori e commercianti – osserva la capogruppo di Lucca è un grande noi, Ilaria Vietina – colpisce che venga sistematicamente dimenticato un terzo protagonista:i cittadini. È davvero sorprendente che in un percorso di mediazione non si ritenga necessario ascoltare chi vive quotidianamente la città. Il primo interlocutore del Comune non può essere un promoter o una categoria economica, ma la sua comunità.”
Negli ultimi giorni le richieste di un ripensamento sono arrivate da commercianti, residenti, associazioni e persino da esponenti della stessa maggioranza. È il segnale che qualcosa, nella gestione dell’evento, oggi non funziona come dovrebbe. Un grande festival può essere amministrato bene oppure male. E quando cresce il disagio di una parte così ampia della città, la politica ha il dovere di interrogarsi, non di minimizzare e la responsabilità di costruire soluzioni condivise.
“Non è il Lucca Summer Festival a essere in discussione – prosegue Ilaria Vietina – ma le scelte dell’amministrazione e le condizioni con cui viene gestito. Governare significa tenere insieme sviluppo economico, tutela del lavoro, qualità della vita e partecipazione. Se l’equilibrio si rompe, il compito della politica è ricostruirlo attraverso il dialogo e l’ascolto, non limitarsi a ratificare decisioni già prese.”
Per Lucca è un grande noi: “Il bene comune nasce proprio dalla capacità delle istituzioni di rappresentare tutti gli interessi legittimi, senza lasciare che uno prevalga sugli altri. Un’amministrazione comunale deve essere garante dell’interesse generale, costruendo regole condivise, compensazioni adeguate e strumenti permanenti di confronto tra organizzatori, categorie economiche, residenti e associazioni. Lucca continuerà ad accogliere grandi eventi, perché da decenni fanno parte della sua identità culturale e della sua capacità di dialogare con il mondo. Ma proprio per questo non può rinunciare alla propria identità di città viva, abitata e partecipata. Un festival davvero grande non si limita a utilizzare una città: la valorizza, la coinvolge e le restituisce opportunità, cultura e coesione. La sfida che ci attende è proprio questa: dimostrare che è possibile coniugare attrattività internazionale e qualità della vita, interesse economico e bene comune. Perché una città che ascolta i propri cittadini è una città più forte. E una politica che sa mediare non indebolisce i grandi eventi: li rende più giusti, più condivisi e, proprio per questo, più solidi nel tempo. Questa sfida Lucca è un grande noi è pronta a vincerla”.


