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Striscione per Mussolini al Porta Elisa, Del Debbio (Pd): “Anche la società si dissoci dal gesto”

Il consigliere comunale di Capannori: “La Lucchese Calcio è di chi la ama e non di chi compie certi atti dissacranti”

‘Caso’ dello striscione inneggiante a Mussolini davanti al Porta Elisa, interviene il consigliere comunale Pd di Capannori, Michele Del Debbio. 

“La Lucchese Calcio nella stagione 1936-1937 raggiunse il suo miglior risultato sportivo – ricorda Del Debbio – Si classificò al settimo posto nella massima serie calcistica italiana. Tutto ciò avvenne con una interessante particolarità: la Lucchese fu considerata la squadra italiana più antifascista ed antiregime di quegli anni. Fu allenata da un ebreo ungherese di nome Erno Erbstein, che subì le persecuzioni ed era composta da almeno altri 5 giocatori apertamente anti-Mussolini. Uno di loro, Bruno Neri, aderì qualche anno dopo alla lotta partigiana e cadde in combattimento sugli Appennini”.

“Chi accosta la Lucchese Calcio a Mussolini sbaglia in quanto dissacra e non conosce la storia – prosegue Del Debbio – Chi accosta il nome di Mussolini alla tribuna intitolata all ebreo Erbstein sbaglia in quanto compie un oltraggio grave. Chi inneggia a Benito Mussolini sbaglia sempre sia perché Mussolini rappresenta una delle pagine più terrificanti della storia mondiale, sia perché Benito Mussolini ha sulla coscienza milioni di vite e non c’è nessun treno arrivato in orario o bonifica realizzata che possa colmare il divario con le atrocità che ha commesso e di cui è stato mandante”.

“La Lucchese Calcio è di chi la ama – conclude – Del tifoso di destra, del tifoso di sinistra, del tifoso etero. del tifoso gay, del tifoso credenre e del tifoso ateo. La Lucchese Calcio non dovrebbe essere del tifoso che compie tali gravi errori e sarebbe utile che la società proprietaria facesse un atto coraggioso e lo dicesse chiaramente”.