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Striscione per Mussolini, Lucca è un grande noi: “Il fascismo non è folklore, la città reagisca”

Chiesta una presa di posizione a tifosi, società e istituzioni. Critiche al silenzio dell’amministrazione comunale

Una nuova presa di posizione arriva da Lucca è un grande noi, rappresentato in consiglio comunale da Ilaria Vietina, dopo l’esposizione dello striscione dedicato a Benito Mussolini davanti allo stadio Porta Elisa.

“Ci sono gesti che non possono essere liquidati come semplici bravate o provocazioni. Lo striscione che celebra il compleanno di Benito Mussolini, esposto davanti allo stadio della città, non riguarda soltanto una tifoseria. Interroga tutta la comunità. Lo diciamo senza esitazione: lo sport è un luogo di incontro, di rispetto, di educazione, di appartenenza. Non può diventare il palcoscenico della propaganda fascista, né lo stadio può trasformarsi in un simbolo di nostalgie autoritarie che offendono la nostra Costituzione e la storia democratica del Paese”.

Prosegue Lucca è un grande noi: “Ci rivolgiamo anzitutto alla stragrande maggioranza dei tifosi lucchesi e ai vertici societari. Sappiamo che non si riconoscono in questi gesti. È il momento di dirlo con chiarezza. Non si può lasciare che pochi parlino a nome di un’intera comunità sportiva. I colori di una squadra appartengono a tutti, non a chi usa il calcio per diffondere simboli e messaggi che dividono e umiliano la memoria della nostra nazione. Ci rivolgiamo anche alla città. Difendere i luoghi pubblici significa difenderne il significato. Uno stadio, una piazza, una scuola non sono muri qualsiasi su cui affiggere un’ideologia: sono spazi condivisi, nei quali una comunità si riconosce e cresce. Se permettiamo che vengano occupati dall’intolleranza, dall’apologia della dittatura o dalla violenza simbolica, stiamo rinunciando, un passo alla volta, alla qualità della nostra convivenza”.

“Dispiace constatare che, ancora una volta, da parte dell’amministrazione comunale non arrivi alcuna parola di condanna. È già accaduto in passato – continua il gruppo politico – davanti ad altri episodi che avrebbero richiesto una presa di posizione chiara e inequivocabile. Il silenzio delle istituzioni cittadine non è mai neutrale: rischia di essere percepito come indifferenza e finisce per creare un clima nel quale certi comportamenti si sentono legittimati a ripetersi”.

“Noi scegliamo un’altra strada. Quella della memoria, dell’educazione e del coraggio civile. Perché il fascismo non è un’opinione tra le altre: è una pagina tragica della nostra storia che ha negato libertà, diritti e dignità a milioni di persone. Per questo chiediamo un sussulto alla città tutta, alle associazioni sportive, ai tifosi, alle scuole, a tutte le realtà sociali. Difendiamo insieme i nostri luoghi pubblici da ogni forma di estremismo. Restituiamo allo sport la sua vocazione più autentica: unire, educare e costruire comunità. Perché una curva può insegnare passione. Non deve mai insegnare la nostalgiaper una dittatura sconfitta dagli italiani 80 anni fa“, aggiunge Lucca è un grande noi.

La libertà non è un’eredità che si conserva da sola. Va custodita ogni giorno, anche quando qualcuno prova a banalizzare il fascismo con uno striscione o a travestire la nostalgia da folklore. Perché il fascismo non è mai stato folklore: è stata una dittatura. E se c’è chi continua a fare gli auguri a Mussolini, noi continueremo a fare una scelta diversa: ricordare, testimoniare e difendere la Costituzione nata dalla Resistenza. Non per alimentare divisioni – conclude Lucca è un grande noi – ma perché senza memoria non esiste libertà, e senza libertà non esiste una comunità degna di questo nome”.